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Bambini rifugiati: aiutiamoli in Grecia, valida alternativa ad accoglierli in NL?

Author pic: Mstyslav Chernov Source: Wikipedia License: Attribution-Share Alike 4.0 International

Il quotidiano Trouw ha cercato di analizzare la questione dei bambini rifugiati intrappolati in Grecia e del niet del governo olandese ad accoglierli. Stando all’L’UNICEF, scrive Trouw,  sono 5463, in larga parte maschi, e oltre 1700 vivono nei campi di accoglienza sulle isole, dove le condizioni sono peggiori.

A marzo, alcuni Stati UE hanno deciso di accoglierne 1600 e redistribuirli ma l’Olanda ha detto no: i partiti della coalizione temono che tramite i minori, i genitori possano ottenere il ricongiungimento familiare; che alcuni dei minori non siano minori e che altri non abbiano diritto all’asilo.

La sottosegretaria Ankie Broekers-Knol ha confermato che la politica sarà aiutarli in Grecia: 3-4 milioni di euro verranno stanziati per questo intervento, allo scopo di istituire 48 centri di accoglienza aggiuntivi in 3 anni. L’Olanda ha già annunciato la partnership con la Grecia.

Secondo il Trouw, il governo sta sperimentando un sistema di aiuti a distanza, con la volontà di dimostrare che funziona meglio: “miglioramenti strutturali” della loro condizione in Grecia sì, trasferimento in NL no. E aiutare non vuol dire accogliere. Il governo, scrive ancora il quotidiano di Amsterdam, vuole rafforzare il sistema d’asilo in Grecia e non limitarsi alla contingenza, come hanno invece accettato altri 12 Paesi UE.

In realtà, come dice Unicef al Trouw, e ciò che anche gli altri Stati stanno facendo: contingenza e aiuto strutturale. La differenza è che l’Olanda non vuole intervenire sulla prima. In realtà, il piano Broekers-Knol è un compromesso con Christen Unie e D66, partiti di governo favorevoli ad accogliere 500 bambini: per loro l’intervento deve essere immediato.

Ma il Trouw sottolinea che non c’è nulla di chiaro nel piano: sembra solo propaganda per calmare gli alleati “solidali” perchè i dettagli non sono noti e non si sa da quando partirà il progetto. La Grecia, inoltre, ha un sistema sovraccarico e la burocrazia lenta non lascia spazio ad ottimismo in tempi brevi.

Stando al quotidiano, la preoccupazione principale dei Cristiano democratici CDA è che i bambini non mettano piede in Olanda, per timore -poi- di non poterli espellere qualora non avessero titoli per l’asilo.