Alcune aziende e organizzazioni operanti in Ungheria affermano di opporsi ad una nuova legge anti-LGBTQ nel paese. ING, Unilever e la federazione calcistica KNVB, fra le altre, dichiarano di condannare fermamente la nuova legislazione. Tuttavia, l’organizzazione per i diritti degli omosessuali COC obietta che alle parole devono adesso corrispondere i fatti. 

La legge approvata dal parlamento ungherese all’inizio di questa settimana, infatti, proibisce “la promozione dell’omosessualità, dell’identità di genere e del cambiamento di genere”. Concretamente, ciò significa che è vietato discutere dell’omosessualità nelle scuole, che alcuni libri potrebbero non essere pubblicati e che le emittenti televisive possono trasmettere film contententi omosessualità esclusivamente in seconda serata, dice NU.nl

ING, che ha una sede a Budapest, ha dichiarato alla stampa questa settimana che la banca si oppone ad ogni forma di discriminazione. 

Allo stesso modo, Unilever ha condannato la nuova legge, facendo riferimento alla loro marca di gelato, Ben&Jerry’s, che si è esposta come paladina dei diritti LGBTQ nel corso degli ultimi anni. Tuttavia, in un recente comunicato, Unilever ha dichiarato che rispetterà la nuova legislazione. La compagnia infatti afferma che “esaminerà la legge anti-LGBTQ in Ungheria e farà in modo che le sue attività di marketing siano conformi alla nuova regolamentazione”.

Di fronte a tale dichiarazione, COC obietta che “è essenziale tradurre le proprie parole in fatti”.  Ugualmente, anche KNVB, l’associazione calcistica, si è pronunciata contro la nuova legge. Nonostante ciò, COC suggerisce che occorre fare di più. “Sarebbe ideale se Oranje prendesse una chiara posizione sulla questione, per esempio, richiedendo ai giocatori di indossare un bracciale arcobaleno durante la partita”, dichiara un portavoce di COC. Prosegue: “un’azienda in Ungheria è stata sanzionata per aver violato la legge, ma ha contestato il provvedimento in tribunale e per il momento non sta apportando alcun cambiamento alle sue politiche. Vorremmo che le compagnie olandesi agissero allo stesso modo.”