Un Amsterdammer dovrà restituire più di 175.000 euro in denaro dell’assistenza sociale per aver nascosto altre entrate: l’uomo ha ricevuto questi soldi in circa dieci anni, ma ha avuto anche un’attività commerciale nel settore delle automobili, dei motorini e delle biciclette elettriche. L’Amsterdammer ha impugnato questa decisione, ma il tribunale ha stabilito che il recupero del comune era giustificato.

Un’indagine degli ispettori ha rivelato che l’uomo e la sua compagna hanno nascosto  al comune la loro attività commerciale tra il 2010 e il 2020: ciò costituisce una violazione dell’obbligo di fornire informazioni.

Vendevano su Marktplaats anche gioielli, borse e abbigliamento. Il reddito che ne è derivato è finito in tre diversi conti bancari, anch’essi nascosti; inoltre, l’uomo non ha tenuto una contabilità adeguata dell’attività commerciale e dovrà pagare anche per questo.

Il tribunale lo ha condannato, quindi, a risarcire per intero i sussidi. Secondo l’uomo, ci sarebbe un “furto d’identità”: secondo lui, una terza persona avrebbe hackerato il suo conto bancario ma il giudice non ha creduto alla storia.