La Germania ha chiesto lunedì alla Corte internazionale di giustizia (ICJ) di respingere il procedimento avviato dal Nicaragua, che accusa Berlino di aver violato la Convenzione sul genocidio fornendo armi e altro sostegno militare a Israele, dice AP.
Durante l’udienza all’Aia, la principale legale tedesca, Julia Monar, ha sostenuto che il Nicaragua non avrebbe seguito correttamente le procedure previste prima di portare la Germania davanti alla Corte. Secondo Berlino, il governo nicaraguense avrebbe inoltre concesso meno di un mese per rispondere alle accuse.
Un altro legale tedesco, Antonios Tzanakopoulos, ha contestato anche le modalità con cui Berlino sarebbe stata informata del procedimento: la comunicazione sarebbe arrivata da un indirizzo Yahoo a una casella di posta generica, anziché attraverso i normali canali diplomatici.
La Germania è il secondo fornitore di armi a Israele
La Germania è da decenni uno dei principali sostenitori di Israele ed è, dopo gli Stati Uniti, il secondo maggiore fornitore di armi al Paese.
Berlino sostiene però di sottoporre tutte le esportazioni militari a un’attenta verifica sulla base del diritto internazionale. Monar ha affermato che dal 2024 la Germania non ha autorizzato esportazioni di armi da guerra con destinazione finale Israele che possano essere utilizzate nel conflitto a Gaza.
Nel 2024 la Corte aveva respinto una richiesta urgente del Nicaragua di ordinare alla Germania di interrompere le forniture militari e gli altri aiuti a Israele, ma aveva deciso di non archiviare il caso.
Un procedimento distinto riguarda Israele
Il caso contro la Germania è distinto dal procedimento avviato dal Sudafrica contro Israele davanti alla stessa Corte, che accusa il Paese di violare la Convenzione sul genocidio nella guerra a Gaza.
L’ICJ ha già ordinato a Israele di adottare misure per prevenire atti di genocidio e migliorare la situazione umanitaria nella Striscia. Una decisione definitiva sul merito del caso sudafricano, tuttavia, potrebbe arrivare solo tra diversi anni.







