Questo autunno e il prossimo inverno saranno disponibili un massimo di 1.350 posti letto nelle unità di terapia intensiva degli ospedali olandesi, scrive il Volkskrant. Un ulteriore aumento di scala “non è fattibile”, conclude l’autorità sanitaria olandese.

L’Authority gela così il ministero che aveva chiesto un’estensione significativa della capacità della terapia intensiva, dice il quotidiano di Amsterdam.

Ma la NZa ora si pronuncia con tono simile a medici e infermiere IC che in precedenza avevano affermato come fosse impossibile realizzare  più letti IC: semplicemente non c’è personale per fornire  le cure IC in un sistema di alta intensità di lavoro come adesso.

Molti infermiero IC hanno lasciato la professione negli ultimi diciotto mesi o sono malati  a causa dell’enorme pressione lavorativa.

Tuttavia, la NZa, insieme alle compagnie di assicurazione sanitaria e ai fornitori di cure, esaminerà come un’organizzazione più efficiente dell’assistenza che deve aver luogo entro sei settimane possa, magari, arrivare ad un aumento dei posti.

Un anno fa, i piani degli ospedali miravano ancora ad arrivare a 1.700 posti letto nel caso più estremo, quasi un quarto in più rispetto a oggi. Ma il deflusso dell’estate passata è stato interpretato come un “rompete le righe”. Il risultato: 350 posti letto in meno.

La Rete dei fornitori di assistenza in terapia intensiva sta realizzando un piano di emergenza, dice ancora il Volkskrant.

Da un anno e mezzo diciamo a L’Aia che il problema è che non c’è abbastanza personale”, afferma un portavoce dell’Associazione olandese che riunisce gli ospedali. “La volontà c’è, ma ad essere sincero non so se raggiungeremo quei 1.350 posti letto”.