Se avete sempre trovato bizzarro chiamare l’alternativa vegetariana e vegana a prodotti di carne, proprio con i nomi del prodotto alimentare che vorrebbero sostituire, non siete soli: l’autorità alimentare (NVWA) vuole che il produttore Vegetarische Slager cambi nome ad hamburger e shoarma di soia.

Secondo l’autorità olandese, utilizzare i nomi del prodotto per carnivori può essere fuorviante per il consumatore. Quindi illegale. Il macellaio vegetariano avrà tempo di cambiare i nomi dei suoi prodotti fino a marzo, scrive il quotidiano Volkskrant. Se la società non lo fara, allora scatterà una multa.

Vegetarische Slager cade dalle nuvole: secondo il co-fondatore Niko Koffeman la società sarebbe bersaglio di un’azione “politicamente motivata”. Altri produttori di sostituti di carne quali Vivera e Good Bite utilizzano nomi simili per i loro prodotti ma non hanno ricevuto convocazioni.

Lo “schnizelgate” va avanti ormai da tempo: proteggere la denominazione originale di scaloppine e filetti (di carne) è un chiodo fisso di cristiano-democratici e liberali che da tempo chiedono al governo di intervenire. Secondo Vegetarische Slager la decisione avrebbe un movente politico: Jaap Korteweg, direttore e fondatore della catena, è infatti il partner di Marianne Thieme, deputata e fondatrice del partito animalista Pvdd.

A detta del vicepresidente del produttore di “carne vegana” non può essere una coincidenza: non si tratta di una soluzione strutturale ma dell’invito rivolto ad una sola azienda.

Comunque il Vegetarische Slager aveva già apportato diverse modifiche ai nomi passato: cosi ogni prodotto riporta ora la dicitura “vegetariano”.