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Aumentano i biglietti per il treno, +4,3%. Perché NS costa e perde soldi?

Da oggi i passeggeri dei treni dovranno fare i conti con la fine dell’orario festivo e l’aumento dei prezzi dei biglietti. In media, i viaggiatori pagheranno il 4,3% in più, dice NOS.

Secondo un’analisi del portale olandese, la voce maggiore è il personale: il 41 per cento del biglietto del treno va in stipendi: a NS lavorano circa 19.000 persone, che nel loro ultimo contratto collettivo hanno ricevuto un aumento salariale dell’8,5% in due anni.

Seguono: la manutenzione dei treni e l’app NS (17%) e gli investimenti (16%). Il 3% va in costi energetici e il 9% IVA. Quindi, il 14%per l’utilizzo del binario, in concessione da ProRail e i canoni che la compagnia paga al governo, con un extra per il monopolio, nonostante NS sia statale. Tuttavia, altre compagnie di trasporto ritengono di essere svantaggiate e anche l’UE vuole che il mercato sia aperto.

Secondo NOS sono molti i sistemi macchinosi di pagamento che portano NS a costare molto: NS non riceve sussidio statale e contestualmente paga il canone di concessione. Le entrate sono costituite dalla vendita dei biglietti (quelli per studenti sono a carico del Ministero dell’Istruzione), dalle vendite nei negozi delle stazioni e dai treni che circolano all’estero.

In sostanza, la compagnia vive lo svantaggio di essere rimasta statale pur funzionando con meccanismi propri delle aziende privatizzate: “Così  NS non riceveva più il sussidio pubblico e l’utente ha iniziato a pagare. In anni migliori, questo potrebbe portare a utili per quasi 400 milioni di euro. Ma nel primo anno del Covid, NS ha registrato una perdita di circa 900 milioni”, dice ancora NOS.

NS chiede che il sistema venga rivisto: il calo nel numero di passeggeri e l’obbligo di pagare l’IVA non sono compatibili con il sistema attuale. Tuttavia, il governo la vede diversamente: “Il contratto principale di rete ferroviaria è normalmente un contratto redditizio e per questo viene richiesto un canone di concessione. Questo canone va al Fondo Mobilità, che paga, tra l’altro, gli investimenti nella ferrovia. “, dice il governo a NOS.

Quanto all’IVA 0 sui biglietti, l’esecutivo non ha piani a riguardo ma non lo esclude.

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