I drug-test effettuati sui detenuti delle prigioni olandesi e sui pazienti delle unità psichiatriche hanno evidenziato un uso diffuso di cannabis. Migliaia di campioni di urine sono stati trovati positivi, addirittura più del 50% dei detenuti in alcune carceri, riporta ANP.

Rispetto ai dati del 2014 sono cresciuti i consumatori di cannabis all’interno delle prigioni (14.500 fino ai 16.600 di oggi, praticamente 1.000 soggetti positivi per carcere). Sono stati registrati anche 1.600 casi positivi alla cocaina, 730 agli oppiacei (come l’eroina). I dati si riferiscono a rilevamenti campionari e non è dunque escluso che la realtà superi di gran lunga i numeri dell’indagine.

“Le cliniche per la dipendenza sono coinvolte all’interno del processo di rieducazione che avviene all’interno delle prigioni e lavorano per preparare lo staff delle carceri”, queste le parole del ministro della giustizia rilasciate a ANP. Secondo Frans Carbo, portavoce del sindacato Abvakabo FNV, gli sforzi di prevenzione all’interno delle carceri andrebbero aumentati per garantire un ambiente di lavoro sicuro e i controlli andrebbero inaspriti per non permettere ai detenuti di reperire e di far entrare sostanze stupefacenti all’interno delle prigioni.