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CINEMA

Audrey Hepburn e Anne Frank: il mancato incontro tra due “sorelle d’anima”

La Hepburn si sentiva troppo vicina alla storia di Anne Frank per poterla interpretare

Il 1929 vide la nascita di due bambine i cui occhi grandi e talenti brillanti avrebbero conquistato il mondo.

Anne Frank e Audrey Hepburn vivevano a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra in Olanda. La loro infanzia scorse in qualche modo parallela. Non si può dire lo stesso dei loro destini.

La famiglia Frank andò a nascondersi nella dependance segreta di Amsterdam, dove Anne scrisse il suo diario prima che la famiglia venisse tradita. Ogni persona lì rifugiata, a eccezione del padre di Anne, venne uccisa.

La famiglia Hepburn, che non era ebraica, dovette affrontare problematiche diverse. Figlia di una baronessa olandese e padre austro-britannico – che alla fine lasciò la famiglia, avvicinandosi al fascismo – la giovane Hepburn nondimeno soffrì durante la guerra. La futura attrice e sua madre evitarono gli attentati vivendo a tempi alterni in una cantina, dove Hepburn quasi morì di fame a causa della scarsità di cibo. Suo zio fu giustiziato e suo fratello fu mandato in un campo di concentramento. Hepburn, una ballerina di talento, si esibiva in balletti per raccogliere fondi per la resistenza olandese.

Decenni dopo, quando Hepburn divenne una star di Hollywood, rifiutò di interpretare Anne Frank in un film biografico, secondo una nuova biografia di Robert Matzen. Sebbene Otto Frank stesso avesse chiesto alla Hepburn di interpretare sua figlia, l’attrice si rifiutò di farlo. Aveva letto e riletto il diario, scrive Matzen, e aveva capito di essere troppo vicina al personaggio e alla storia per far parte del film.

“Ero così sconvolta, che ho capito che non avrei potuto affrontarlo”, ha detto Hepburn, di fronte alla richiesta di interpretare il ruolo principale nel film di Anne Frank. “È un po’ come se fosse successo a mia sorella. . . in un certo senso era la mia sorella d’anima “.

Hepburn, che, stando al parere di Matzen, aveva partecipato direttamente alla resistenza olandese durante la seconda guerra mondiale, divenne ambasciatrice dell’UNICEF. In seguito, si occupò di raccogliere fondi per l’organizzazione creando e realizzando un pezzo, in cui si proponeva una nuova esplorazione del diario con il compositore Michael Tilson Thomas. Il figlio di Hepburn ha rivelato quanto sua madre fosse rimasta “colpita” dal diario e che gli avesse rivolto queste parole “Quella bambina aveva scritto un resoconto completo di ciò che avevo sperimentato e sentito”.


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