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Perché il Salvator Mundi, dal valore di 380 milioni di euro, il dipinto più costoso mai messo all’asta, non è stato esposto alla grande mostra di Leonardo da Vinci al Louvre, un anno e mezzo fa?

Un documentario francese, trasmesso da France 5, rivela, sulla base di fonti anonime, che il suo proprietario, il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman, ha preteso che il Louvre attribuisse incondizionatamente il quadro a Da Vinci. Come ha riportato l’Art Newspaper, che aveva visto il documentario in anteprima, il museo ha rifiutato.

The Savior for Sale(Il Salvatore in vendita) è stato realizzato dal documentarista Antoine Vitkine, ed è in gran parte basato su conversazioni con funzionari anonimi del governo francese. Uno di loro afferma che il prestito al Louvre è stato discusso nell’aprile 2018 in un vertice governativo franco-saudita sulla cooperazione commerciale tra i due paesi. La Francia avrebbe aiutato a espandere la provincia saudita di Al-Ula in un’importante destinazione turistica e culturale.

Quando ha firmato l’accordo da un miliardo di dollari, Bin Salman ha promesso che il Louvre avrebbe potuto prendere in prestito il dipinto. Il principe ereditario aveva comprato “l’ultimo Leonardo” ad un’asta da Christie’s a New York nel novembre 2017 per la cifra record di 450 milioni di dollari.

“Un piccolo contributo”

Secondo i portavoce, il quadro è arrivato a Parigi nel giugno 2019 e il dipartimento di ricerca del Louvre l’ha esaminato in dettaglio. Dopo svariate ricerche tecniche e il coinvolgimento di vari esperti, gli scienziati hanno concluso che Leonardo da Vinci aveva contribuito solo in minima parte al dipinto.

Scontento, il principe ereditario saudita ha preteso che il suo quadro venisse appeso accanto alla Gioconda come un “vero” Leonardo da Vinci, ma il presidente Macron ha deciso che le richieste di Bin Salman non sarebbero state soddisfatte. Secondo Macron, era in gioco la credibilità della Francia e del Louvre e si rifiutò di collaborare al “riciclaggio di un dipinto da 450 milioni di dollari”.