La polizia, il PM e le Isitutzioni per la custodia cautelare (DJI) hanno prestato troppa poca attenzione ai rischi rappresentati da Gökmen T., l’uomo che ha attaccato un tram a Utrecht nel marzo 2019 quando ha ucciso quattro persone e ne ha ferite diverse, dice NOS.

Questa è la conclusione dell’Ispettorato della giustizia e della sicurezza in un rapporto che è stato presentato oggi ai parenti delle vittime e ai sopravvissuti dell’attacco. L’ispettorato afferma che le organizzazioni non hanno sufficientemente discusso e affrontato il problema di T.: già condannato per possesso di armi da fuoco, aveva mostrato un comportamento da radicalizzato in carcere ed era conosciuto come un criminale abituale.

Ma le autorità hanno trasmesso le loro informazioni solo in misura limitata, dice l’ispezione, quindi non c’era un quadro completo. Il comune di Utrecht e il servizio di libertà vigilata, che erano responsabili del ritorno di T. dopo la sua prigionia, erano completamente all’oscuro del problema.

I rischi non possono mai essere esclusi, dice l’Ispettorato: pur con informazioni condivise non è detto che l’attentato sarebbe stato sventato: “I rischi non possono mai essere esclusi, ma devono essere ridotti al minimo”.

Anche le misure d’emergenza adottate non furono impeccabili. Oggi, il quadro è più chiaro e dettagliato di allora e le procedure sono state migliorate ma non tutto procede ancora al meglio.

“È importante (essere in grado di) condividere informazioni cruciali tra loro”, ha affermato il ministro della giustizia in una dichiarazione scritta. “Un disegno di legge che è ora all’esame del Senato, offrirà maggiori possibilità di condivisione delle informazioni”.