Atene e Tirana hanno presentato una richiesta congiunta alla Corte internazionale di giustizia ICJ per mettere fine a una lunga disputa territoriale tra i due paesi. L’accordo mette fine a 60 anni di stato di guerra.

Grecia e Albania hanno annunciato martedì che lasceranno risolvere alla ICJ la loro disputa sui confini marittimi nello Ionio.

“Abbiamo deciso di sottoporre il nostro caso alla Corte,” ha detto il ministro degli esteri greco, Nikos Dendias, dopo essersi confrontato con il primo ministro albanese Edi Rama, a Tirana.

Rama ha spiegato che l’intenzione di questa mossa è quella di risolvere la disputa. La Corte internazionale de l’Aja, prenderà una decisione “basandosi sulle deliberazioni degli esperti di diritto marittimo internazionale” ha commentato il primo ministro.

La controversia sul confine marittimo è stata fonte di tensioni tra i due paesi. Un accordo era stato quasi raggiunto nel 2009, tuttavia, la Corte Costituzionale albanese l’ha invalidato un anno dopo, in seguito a una contestazione legale portata avanti dal partito socialista di Edi Rama, al tempo all’opposizione.

“La questione non è di nostra competenza, né di competenza dei greci. Spetta alla giustizia internazionale decidere, mentre noi paesi penseremo ad incrementare la cooperazione economica e regionale,” ha dichiarato Rama.

È la fine di uno stato di guerra durato 60 anni

Non solo la risoluzione della disputa marittima: Dendias ha annunciato che la Grecia ha anche in programma di annullare ufficialmente lo stato di guerra tra i due stati, che esiste dal 1940.

Anche se ora è solo un fatto simbolico, le due nazioni sono state formalmente in guerra da quando le forze fasciste italiane hanno invaso, attraverso l’Albania, la penisola ellenica, durante la seconda Guerra Mondiale.

I rapporti tra i due stati sono rimasti tesi durante il periodo comunista in Albania, ma, da quel momento, sono andati migliorando. Nel 1990 hanno addirittura firmato una dichiarazione formale di amicizia e la Grecia ha supportato l’Albania nel processo di ammissione nell’Unione Europea.

I diritti delle minoranze sono stati causa di molte delle tensioni tra Atene e Tirana. Tuttavia, entrambe hanno dichiarato che la minoranza albanese residente in Grecia e quella greca migrata in Albania dopo la caduta del comunismo, rappresentano un ponte tra i due stati.

La Grecia ha fatto i primi passi verso l’accordo con i vicini albanesi dopo un patto proficuo con l’Italia, riguardante la sovranità su alcune zone di pesca. La Grecia, attualmente, è ancora in conflitto con la Turchia riguardo ai confini marittimi nell’Egeo, che implicano l’accesso a giacimenti di gas e a zone economiche proficue.