The Netherlands, an outsider's view.

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Associazioni sanitarie NL: priorità ai test per il coronavirus per operatori sanitari

Sempre più persone nei Paesi Bassi sono state sottoposte al test per il coronavirus nelle ultime settimane. Diverse associazioni sanitarie olandesi riscontrando un aumento percentuale di positività ai test, e vogliono che gli operatori sanitari abbiano accesso prioritario ai test.

Il sindacato Nu’91, l’associazione VenVN e quella di assistenza anziani Actiz vogliono adottare azioni con effetto immediato. Al momento, infatti, i tempi di attesa per il test sono troppo lunghi, secondo il Volkskrant.

Il ministero della salute ha dichiarato che i tempi di attesa stanno aumentando perché il sistema deve abituarsi a gestire l’aumento del numero di test. I gruppi sanitari pensano più ad un problema strutturale e non ad un problema temporaneo.

I gruppi hanno riferito che i tempi d’attesa per ricevere i risultati del test è aumentato anche in alcune parti del paese, soprattutto nel Brabante Settentrionale e nella provincia dello Zeeland. Il consiglio prevalente nei Paesi Bassi è quello dell’isolamento fino prova contraria, diversamente non si può andare a lavoro.

Le organizzazioni insistono nel ridurre i tempi di attesa, in quanto gli operatori sanitari sono più esposti al contagio a causa della natura del loro lavoro. Inoltre, c’è stata una forte carenza di di operatori sanitari. Restando a casa per molto tempo, infermieri e operatori sanitari, non fanno altro che esercitare ulteriore pressione sul sistema sanitario già molto provato.

Dispute sulle professioni ‘vitali’

Mentre Actiz vuole che i lavoratori di tutte le professioni vitali abbiano accesso prioritario, Michel van Erp ha affermato che è ridicolo non dare la priorità al personale sanitario rispetto ad altri operatori vitali, come gli insegnanti, ha riferito il Volksrant. “Non è possibile equiparare il ruolo essenziale degli operatori sanitari nella crisi del coronavirus con nessun altro gruppo professionale”, ha affermato.

Questo problema riguarda principalmente gli operatori sanitari non affiliati a un ospedale, che spesso, invece, sono in grado di gestire i test del proprio personale interno. Fuori dall’ospedale, i lavoratori devono fissare un appuntamento con il servizio sanitario municipale GGD proprio come ogni altro membro del pubblico.