Come riportato da RTL Nieuws, Thomas Bruning, segretario generale dell’Associazione Olandese dei Giornalisti (NVJ), ha affermato che l’attacco di giovedì a Groningen al giornalista Willem Groeneveld è stata l’ennesima violenza contro il giornalismo olandese.

Infatti, nella mattina di giovedì una molotov è stata lanciata contro la finestra di Groeneveld innescando un incendio, fortunatamente spento da lui e il suo compagno.

Non era la prima volta che qualcuno cercava di intimidire il giornalista, già nel 2019 furono lanciato pietre contro la sua finestra. Inoltre all’inizio dell’anno 30 biciclette sono state parcheggiate davanti a casa sua, messe da un imprenditore immobiliare, su cui aveva scritto un articolo, accusandolo di aver rimosso delle biciclette legittimamente parcheggiate in aree pubbliche.

È da un po’ che Willem viene intimidato e minacciato, ma la situazione sta solo peggiorando. A che punto si arriverà?”, si chiede il direttore di NDC media group e datore di lavoro di Groeneveld, Evert van Dijk, durante un’intervista con NPO Radio 1.

Il giornalismo olandese ha già pianto una vittima di recente. La notizia dell’attacco alla testa con colpi d’arma da fuoco e successiva morte di Peter R. de Vries, giornalista di cronaca nera, ha solo poco più di un mese.

“Dall’omicidio di De Vries questo è il secondo attacco ad un giornalista olandese in un periodo di tempo breve”, ha Bruning. “Questo anno, è molto triste per il giornalismo. L’attacco a Willem con una bomba incendiaria sarebbe potuto finire molto diversamente”.

In passato i partiti politici avevano già chiesto cosa si stesse facendo per proteggere la libertà di stampa. Un portavoce della polizia ha assicurato a RTL Nieuws di prendere molto seriamente queste situazioni.

“Questo nuovo attacco ha dimostrato che quello che stiamo facendo ora non è sufficiente. Spero che anche l’Aia ne sia consapevole”, ha detto Bruning.

Il ministro della giustizia Ferdinand Grapperhaus si è detto scioccato dall’incidente. “Deve essere chiaro che siamo uno Stato libero dove i giornalisti possono fare il loro lavoro. Questa deve essere la regola con cui viviamo. Abbiamo tutti bisogno del giornalismo”.