Di giorno consulente informatico, di notte poliziotto per le strade olandesi. E’ la doppia vita di Rob Wilms, uno dei tremila volontari che hanno deciso di indossare l’uniforme delle forze dell’ordine nel tempo libero. Senza la pistola ma forniti di manganello, spray al peperoncino e manette, svolgono le stesse funzioni di pubblica sicurezza degli agenti a tutti gli effetti.

Eppure spesso il loro contributo non viene apprezzato e adeguatamente riconosciuto dai vertici della Politie: è questa la denuncia contenuta in un report di Pieter van Vollenhoven, presidente onorario dell’associazione dei volontari LOPV, ripresa da un giornalista di NOS.

Come nel caso di Rob che vede disattese tante delle promesse iniziali, nonostante il suo ruolo insostituibile essendo l’unico a poter guidare l’auto delle pattuglie. Della delusione sua e degli altri volontari ne sono a conoscenza i ministri del governo Rutte III che, già nel programma di coalizione, ha deciso di investire due milioni di euro per efficaci corsi di aggiornamento.

A cui seguiranno dal 2020 anche dei nuovi bandi per ingaggiare nuovi volontari. Già troppo tardi, forse, per colmare un vuoto che van Vollenhoven stima al momento tra le 14.000 e le 15.000 unità.