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Asilo ai terremotati della Turchia? Non in Olanda

Source: EU Civil Protection and Humanitarian Aid/Flickr CC 2.0

“Niente visto, ma polmonite”, titola il triste racconto di Erol Bilèn, turco-olandese coinvolto nelle operazioni di primo soccorso ha tentato, invano, di dare ospitalità dalla Turchia in Olanda alla sua famiglia più stretta.

La storia, raccontata dal quotidiano  Volkskrant, racconta le difficoltà enormi e la rinuncia: “Date le circostanze, pensavo di poter ottenere rapidamente i visti necessari. Dopo molti sforzi, siamo riusciti a ottenere tutti i documenti dalle istituzioni governative distrutte in Turchia. Poi sono iniziati due giorni di fila davanti al cancello dell’ambasciata ad Ankara, vissuti come molto umilianti: chiedere l’elemosina per poter visitare il vicino che ti offre aiuto. Risultato: nessun visto, ma influenza e polmonite dall’attesa al freddo.”

Due settimane di attesa invano. Poi niente: “non è stato sufficientemente provato che mia madre e mio fratello torneranno in Turchia, mentre noi abbiamo firmato le necessarie dichiarazioni. Alla domanda su come potremmo renderlo plausibile, né il servizio visti né l’ambasciata olandese possono dare una risposta chiara”.

Un ricorso potrebbe richiedere settimane: “A quel punto l’inverno sara’ passato da tempo, così come la necessità di venire nei Paesi Bassi (se hanno superato l’inverno in buona salute)”, dice Bilen.

Presto presenterà ricorso ma la questione rimane: “Raggiunto l’obiettivo del governo olandese? Non so cosa pensano gli altri, ma comincio a perdere fiducia nelle buone intenzioni del governo”.

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