The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

ART

Arte e vandalismo: chi ha paura del rosso?

di Chiara Gallo

 

L’arte contemporanea sin dai suoi albori ha suscitato nel pubblico non poche perplessità. Ogni collegamento con la “bella arte” del passato ha preso fuoco, stravolgendone ogni aspetto: dalla realizzazione fino alle modalità di fruizione. Il bello è morto, e così anche l’arte in senso tradizionale.

L’incomprensibilità delle opere contemporanee ha poi riempito i musei di domande che suonano come: “ma che senso ha?”, “questo lo saprei fare anche io”, fino ai più diplomatici auto-convincimenti per scansare accuse d’ignoranza e ristrettezza mentale.

Del resto l’arte contemporanea mira proprio a suscitare nello spettatore emozioni che coinvolgano sia la spiritualità ma anche, e soprattutto, la corporalità, provocando reazioni forti in termini assoluti. La mancata comprensione di questa nuova dimensione ha spesso generato gesti di rifiuto, a volte sono sfociati in atti di vandalismo. Pensiamo ad esempio allo sputo sulle tele squarciate di Lucio Fontana.

Testimone della ribellione all’ermetismo dell’arte contemporanea è il dipinto dell’astrattista espressionista/minimalista Barnett Newman, Who’s Afraid of Red, Yellow and Blue. Il quadro è infatti diventato famoso, più che per il suo valore artistico, per i ripetuti atti vandalici che lo hanno coinvolto.

L’artista non avrebbe potuto scegliere titolo più calzante per la sua opera: Chi ha paura del rosso, giallo e blu pare aver lanciato un pezzo di carne fresca in una gabbia di leoni.

Probabilmente ispirato dall’attacco del 1972 alla pietà di Michelangelo, la prima aggressione ad un dipinto di Barnett Newman ha avuto luogo nel 1982 presso la Berlin’s National Gallery, quando uno studente violò il quadro Who’s Afraid of Red, Yellow and Blue IV. Lo studente dichiarò di essere stato letteralmente terrorizzato dalla tela.

Successivamente, nel 1986, Gerard Jan Van Balderen squarciò lo stesso quadro con un taglierino, presso l’ Amsterdam Stedelijk Museum. Quando mr. Van Balderen fu rilasciato, decise di tornare per squarciare il dipinto e distruggerlo di nuovo. Convinto di aver apportato all’opera il valore aggiunto mancante, il lavoro di restaurazione ne aveva nascosto i suoi successi.

L’ossessione del rosso persuase Van Balderen a portare a termine la missione. Tuttavia non riuscendo a trovare il dipinto incriminato, decise di distruggere un altro capolavoro di Newman, Cathedra, con il suo coltello.

 Le motivazioni di questi attacchi hanno sì a che fare con la natura disturbante dell’arte nei confronti di questi individui, coadiuvata dalla difficoltà di comprendere l’opera, ma Chi ha paura del rosso, giallo e blu ha probabilmente raggiunto, seppur con un atto di rifiuto estremo, la sua realizzazione.

 

Cover Pic: Pixabay