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ART

Arte al femminile troppo presto dimenticata: le storie di Judith Leyster e Maria van Oosterwijck

CoverPic: Public Domain

Judith Leyster e Maria van Oosterwijck, pittrici olandesi nel XVII secolo, stanno finalmente ottenendo l’attenzione che aspettavano dopo quasi 400 anni. Le loro storie sono molto diverse ma offrono uno spaccato sulla vita di due artiste nel corso del 1600.

Judith Leyster: l’unica donna a far parte della Gilda di San Luca a Harleem

Judith Leyster è vissuta dal 1609 al 1660, ma dipinse quasi tutte le sue opere tra il 1629 e il 1635 circa, a causa del matrimonio con il collega Jan Miense Molenaer l’anno successivo. Oltre ad occuparsi della casa e a crescere i loro figli, era nota per riempire le sue giornate gestendo l’azienda e le proprietà della famiglia, oltre che assistere il marito. Ma durante la sua breve carriera di artista ha saputo sfidare il mondo dell’arte dell’epoca e farsi un nome nella sua città natale Haarlem.

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Riuscire a diventare un’artista era già abbastanza difficile, ma le possibilità per Leyster erano ancora più scarse: suo padre era un produttore di birra locale, e non avere un’azienda familiare nel campo delle arti significava che avrebbe dovuto ritagliarsi una strada tutta sua. Non si conoscono i dettagli della sua formazione. Da adolescente era abbastanza esperta da essere menzionata come artista locale da Samuel Ampzing nel suo libro sulla città. Leyster è diventata membro della Haarlem Guild of St. Luke. Questa, tuttavia, non fu un’impresa facile. Dopo Leyster, a nessun’altra donna sarebbe stata concessa l’iscrizione alla gilda per il resto del secolo.

I suoi dipinti mostrano scene dalla spiccata allegria – con soggetti che suonano musica o che si dedicano felicemente alle faccende domestiche e, il più delle volte, che bevono.  La maggior parte dei suoi dipinti sono firmati con le sue iniziali intrecciate e una stella a cinque punte. Leyster è stata in gran parte dimenticata dopo la sua morte. Nonostante la sua firma, molte delle sue opere sono state attribuite o accreditate al marito, Molenaer, o al collega di Haarlem, Frans Hals, cancellandola di fatto dalla storia.

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Nel 1893 il Louvre ha acquistato un dipinto che era stato a lungo attribuito a Frans Hals e che aveva diversi titoli: The Happy Couple, The Jolly Companions and The Carousing Couple. A uno sguardo più attento è sembrato che la firma di Hals fosse stata falsificata sopra le inconfondibili iniziali e la stella di Leyster. In seguito a questa scoperta, gli storici dell’arte hanno iniziato a rivalutare altre opere, attribuendo ulteriori pezzi alla loro legittima creatrice. Ci sono circa 40 dipinti che da allora sono stati identificati come opere di Judith Leyster.

Maria van Oosterwijck, autrice di pitture morte spesso attribuite a colleghi uomini

Un’altra artista olandese con una storia molto diversa è Maria van Oosterwijck. La famiglia van Oosterwijk è sempre stata a stretto contatto con altri artisti: per esempio, una delle sue zie ha sposato il padre vedovo del famoso pittore di nature morte Abraham van Beijeren. Essendo circondata da una famiglia artistica e benestante ha potuto studiare a Delft e a Leiden. Non essendosi mai sposata, ha avuto il tempo di dipingere. Si è trasferita a Utrecht, dove ha fatto da apprendista al pittore di nature morte Jan Davidsz de Heem, e più tardi ad Amsterdam, dove ha lavorato come assistente di Willem van Aelst.

Il 28 dicembre 1667 Cosimo III de’ Medici ricorda che la capacità di van Oosterwijck di dipingere fiori era buona quanto quella del famoso van Aelst. Non molto tempo dopo, l’imperatore Leopoldo I d’Austria acquista il suo dipinto Vanitas con Celestial Globe, che apre la via alla fama internazionale per van Oosterwijck. Anche altri reali europei cominciarono ad acquistare i suoi dipinti, tra cui Augusto II di Polonia, Luigi XIV di Francia e Guglielmo III d’Inghilterra. Nonostante i suoi dipinti di fiori e nature morte fossero molto popolari all’epoca, non le è stata mai concessa l’adesione alla corporazione dei pittori, semplicemente perché era una donna. All’epoca, questa era una ragione ampiamente accettata per negare l’appartenenza alla gilda. Così van Oosterwijk continua a dipingere in modo indipendente, con la continua assistenza di un agente, fino al suo pensionamento all’età di 60 anni.

Pochissime opere esistenti sono state identificate e attribuite a van Oosterwijck, in parte perché lavorava su scala ridotta e perché le sue opere venivano attribuite ad altri artisti famosi del suo tempo. Nelle opere che le sono state attribuite, è nota per il suo uso di temi religiosi, tra cui simboli come le farfalle in riferimento alla Resurrezione di Cristo, e scelte di colori come il bianco per l’innocenza, il giallo per la divinità e il rosso per il martirio. Questi colori luminosi sono spesso usati in contrasto con gli sfondi scuri.

Diventare un’artista era tipicamente un percorso che derivava da un’impresa familiare. Anche se un’artista donna trovava il modo di orientarsi tra le norme della società, troppo spesso le opere venivano attribuite ad altri uomini o ignorate. Le storie di Judith Leyster e Maria van Oosterwijck sono un momento per restituire loro all’importanza che hanno avuto nella storia dell’arte olandese e non solo.