The Netherlands, an outsider's view.

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L'INTERVISTA

Arnold Merkies: “In epoca di tagli al Welfare, la regola del 30% è solo un privilegio per chi non ne ha bisogno”

Il deputato SP spiega a 31mag l'obiettivo della mozione che vorrebbe ripensare il 30% regeling per gli expat



di Alessandro Pirovano

 

Dopo il rapporto presentato la scorsa settimana dall’Algemene Rekenkamer,  a proposito del “30% regeling” lo schema che consente a lavoratori stranieri altamente qualificati di trasferirsi in Olanda pagando il 30% in meno di tasse, si sono riaccese sulla questione polemiche mai realmente sopite. A meno di 48 ore di distanza dalla pubblicazione dello studio, il Partito Socialista (SP) e i verdi del Groenlinks hanno presentato una mozione che impegna il governo a rivedere la norma. Abbiamo raggiunto al telefono Arnold Merkies, deputato socialista.

Lei è il primo firmatario della mozione che chiede al governo di modificare la contestata regola del 30% per gli expats: qual è il suo obiettivo?

La mozione presentata e approvata dal Parlamento vuole cambiare rotta a quello che, attualmente, è solo un trattamento di favore riservato ad alcune categorie di lavoratori stranieri. Questa agevolazione già costa 700 milioni all’erario olandese ma di anno in anno il suo peso aumenta. Originariamente era stata pensata come incentivo per convincere stranieri dotati di particolari capacità e competenze, a lavorare nei Paesi Bassi. Nel 2012, però, la legge è cambiata: per godere dei benefici fiscali non c’è più bisogno di dimostrare specifiche competenze ma basta guadagnare più di 37.000 euro l’anno. In tal caso, quindi, quelle capacità che danno diritto a un sostanziale taglio delle imposte sono solo presunte. Adesso, per farla breve, l’esenzione fiscale è per i ricchi più che per persone meritevoli e capaci.

Il vostro piano prevede l’eliminazione totale del 30% regeling o solo un temperamento dei suoi effetti negativi sulla società olandese?

Personalmente preferirei che venissero raggiunte altre soluzioni. So benissimo che gli stranieri devono sostenere costi extra rispetto ai locali ma non è giusto che quasi 700 milioni vadano a loro vantaggio.

Negli anni della cosiddetta austerity,  i Paesi Bassi possono ancora permettersi un trattamento così favorevole per gli expats?

Non è un problema da leggere con la lente del nazionalismo. In un periodo di tagli al welfare, particolarmente pesanti per poveri e malati, è strano che un governa conceda tali vantaggi a persone che non ne hanno veramente bisogno.

Nel 2016, in cui la mobilità internazionale raggiunge livelli senza precedenti, ha ancora un senso la regola del 30%?

Le opinioni su questo punto sono un po’ cambiate. C’è appena stata un’indagine che mette in dubbio i vantaggi di questa legge; veramente l’Olanda attira competenze in questo modo? Non lo sappiamo con certezza ma spenderci 700 milioni senza garanzia di risultati è veramente assurdo. E poi, vogliamo veramente una competizione tra nazioni basata sui vantaggi fiscali per persone ricche? In generale, vediamo le condizioni dei lavoratori peggiorare e i vantaggi per i ricchi aumentare per questa insana competizione. Secondo me, è ora di andare in un’altra direzione e sarebbe meglio se si raggiungesse una accordo su questo punto anche a livello europeo.

Si possono considerare simili la regola del 30% per gli expats e i trattamenti fiscali di favore riservati alle imprese straniere e multinazionali?

Sì certo. Fa tutto parte della competizione fiscale in atto tra le nazioni europee e non solo: vantaggi fiscali per i più ricchi ma anche per imprese e multinazionali. E come si fa a sostenerli? Beh, semplice: ulteriori tagli al welfare che penalizzeranno ancora di più le persone più deboli.

 






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