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Tutti sanno chi è quest’uomo, indipendentemente dalla conoscenza delle conquiste militari europee o della monarchia francese. “Perché Napoleone è una leggenda? – Sembra una domanda banale – ma la risposta è complessa”, dice Alain Mager, direttore di Europa Expo.

Il centro espositivo della stazione ferroviaria di Liegi-Guillemins ospita attualmente Napoleon: Beyond the Myth“, la più grande mostra mai dedicata a Napoleone Bonaparte. “Dalla sua morte 200 anni fa, sono stati scritti più di 70.000 libri su Napoleone”, dice Mager. “Per alcuni, fu un grande stratega, che combattè più di 45 battaglie in Europa. Tra il 1792 e il 1815 dovette affrontare sette guerre, che si sono concluse con la battaglia di Waterloo”.

Non sono state solo le campagne militari di successo che lo hanno portato alla celebrità storica internazionale. “Ha lasciato il segno soprattutto nella vita quotidiana del popolo francese. Il più noto è il codice civile, il Codice Napoleonico, che si applica ancora oggi. Non solo in Francia ma anche negli altri paesi che lo hanno adottato”.

Il Codice Napoleonico fu il primo insieme di leggi della Francia, che regolava sia gli affari commerciali che quelli privati, come la proprietà e i diritti individuali. Fu davvero il primo quadro giuridico d’Europa e la base su cui altri paesi crearono il proprio insieme di norme – non solo in Europa, ma in tutto il mondo. È considerato uno dei documenti più influenti della storia umana.

“Napoleone ha istituito anche la scuola secondaria perché voleva che i giovani ricevessero un’istruzione e una formazione di qualità”, dice Mager. “È responsabile dell’acqua potabile pulita, e gli esempi potrebbero continuare all’infinito”.

“Un architetto del genocidio moderno”

Napoleon: Beyond the Myth promette, tuttavia, di guardare alla figura iconica in modo critico. “Ha molti critici”, dice Mager. “Volevamo avvicinarci al personaggio in modo oggettivo, senza tabù. La mostra esamina tutte le sfaccettature del suo personaggio“.

Mentre Napoleone costruiva strade e poneva fine al feudalesimo, “instaurava anche la schiavitù e censurava la stampa”, dice Mager.

Come ha scritto uno studioso del colonialismo francese sul New York Times il mese scorso, Napoleone è “un architetto del genocidio moderno, le cui truppe hanno creato camere a gas per uccidere i miei antenati”. Sottolinea che la Francia è diventata l’unico paese nella storia a ripristinare la schiavitù dopo averla abolita – una decisione presa da Napoleone.

Altri storici lo hanno descritto come un guerrafondaio, tiranno e megalomane, la cui sete di potere e di battaglie, alla fine, portò in bancarotta la Francia e frenò il progresso economico europeo. Era un colonialista spietato, e il suo saccheggio delle regioni europee sconfitte è famigerato, con la distruzione di monumenti religiosi e il furto di arte e manufatti. Più di uno studioso lo ha definito un precursore di Adolf Hitler, avendo posto le basi per il futuro regime nazista.

Beyond the Myth tocca questi temi, ma si concentra soprattutto sulle battaglie, le funzioni politiche e militari e – come suggerisce il titolo – sui miti associati alla sua persona. L’enigma di Napoleone viene abbandonato a favore del cerimoniale, in linea con gli impressionanti oggetti prestati da collezioni sia pubbliche che private.

Vale la pena vedere la vasca da bagno che usava, i suoi cappelli, i suoi stivali, una delle sue sciabole, una ciocca dei suoi capelli e un vestito indossato da Josephine. I diorami della mostra sono realistici e drammatici; una pozza di sangue ai piedi della ghigliottina che pose fine alla vita di Luigi XVI, villaggi che raffigurano soldati che dormono sotto i carri, Napoleone che studia le mappe con i suoi ufficiali.

Napoleon: Beyond the Myth è visitabile fino al 9 gennaio 2022.