Siemens, Eneco, Shell, Van Oord e il porto di Rotterdam ma anche Heineken, l’aeroporto di Schiphol e altre 35 società hanno firmato un appello per sostenere il piano di PvdA e GroenLinks per una legge nazionale sul clima.

Secondo il disegno di legge, le emmissioni di CO2 nei Paesi Bassi dovrebbero ridursi del 95% entro il 2050, rispetto alla soglia del 1990. Verdi e Laburisti hanno depositato la proposta alla Camera e sperano di riuscire a discuterla entro le elezioni del marzo prossimo.

Le aziende vorrebbero anche un “super-ministro” per l’economia, l’ambiente e l’energia. E una banca d’investimento nazionale, soprattutto per lo sviluppo di grandi progetti energetici su terra e mare.

“Siamo convinti che la transizione energetica debba avvenire per combattere il cambiamento climatico e l’accelerazione in questo senso, può essere vista come un’opportunità per sviluppare una nuova economia,” dicono le aziende nel loro appello pubblicato sul quotidiano Volkskrant. “Per raggiungere questo obiettivo è necessario un governo con visione imprenditoriale che possa creare lo spazio sufficiente alle imprese affinchè svolgano al meglio il loro ruolo nella transizione energetica.”

Questa accelerazione costerà di più sul breve termine -dice ancora la cordata- ma secondo loro i benefici sul lungo termine saranno ben visibili.

Per questo per avere successo, le aziende nei Paesi Bassi hanno bisogno di chiarezza e di regole certe. “Gli impegni devono essere vincolanti, perché noi su quelli basiamo i nostri investimenti”