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Il 7 maggio di 74 anni fa un uomo viene giustiziato per alto tradimento. Saluta i propri familiari e rifiuta la benda che avrebbe dovuto coprirgli gli occhi. Non si tratta di un uomo qualsiasi ma di Anton Mussert, fondatore e leader del Movimento nazionalsocialista olandese (NSB), l’omologo del partito nazionalsocialista tedesco. I nazisti, per intenderci.

Creduto per anni solo un “noioso borghese”, Mussert in realtà è stato un personaggio complesso: una marionetta nella mani di Hitler e una figura carismatica e ambigua nella storia dei Paesi Bassi.

Per anni considerato amico degli ebrei, è stato invece un antisemita della prima ora (“Non è un problema. Semplicemente scompariranno. Sono un nemico degli ebrei e lo sarò sempre” dichiara ben prima dell’occupazione nazista dell’Olanda) con i beni confiscati agli ebrei deportati ha mantenuto famiglia e relazioni incestuose con le proprie amanti. Alla sua morte è stato scoperto un patrimonio di un milione di fiorini anche se si crede fosse molto più ricco.

Dopo la sua scomparsa, il suo corpo è stato al centro di polemiche e oscure trame: nel 1956 è stato trafugato per poi scoprire che non erano di Mussert le spoglie che i ladri avevano sottratto. Il movimento nazionalista fiammingo ha invece sempre sostenuto il contrario.

Nato nel 1894 a Werkendam, nel Brabante settentrionale, fin dalla tenera età il giovane Anton mostra uno spiccato interesse per le cose pratiche e decide di  studiare ingegneria civile alla Delft University of Technology. 

Nel 1917 sposa la zia Maria Witlam, sorella della madre, nonostante l’opposizione di quest’ultima. 

Negli anni Venti del secolo scorso diviene attivo in diverse organizzazioni di estrema destra, come la Dietsche Bond, che propugnava una Grande Olanda, Fiandre e Vallonia incluse.

La nascita del movimento nazionalsocialista olandese

Il 14 dicembre 1931 assieme a Cornelis van Geelkerken e altri dieci fonda il Movimento nazionalsocialista olandese (Nationaal-Socialistische Beweging, NSB), ispirandosi al Partito fascista italiano. Nei suoi primi anni di vita, il NSB si vanta del fatto che tra i suoi membri vi fossero diverse centinaia di ebrei, cosa che è durata finché il partito tedesco non ha intrapreso una linea sempre più apertamente antisemita.

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Una manifestazione del 1933 a Utrecht attira solo 600 manifestanti. Un anno dopo, il NSB raduna 25.000 manifestanti ad Amsterdam. Alle elezioni parlamentari del 1935 riceve 300.000 voti – soprattutto in campagna – ma alle votazioni del 1937 perde la metà del suo elettorato.

Scavalcato dal altri movimenti di destra, quando i tedeschi occupano i Paesi Bassi il loro interesse per Mussert è relativo.

La Seconda guerra mondiale

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, Mussert si adopera per facilitare l’occupazione tedesca dei Paesi Bassi. Nell’aprile del 1940 il governo olandese dichiara lo stato d’assedio dopo che il corrispondente estero del New York Times, Vladimir Poliakov, aveva racontato che i seguaci di Mussert erano pronti ad organizzare un colpo di stato, con l’intenzione di rapire la regina Guglielmina

Il 10 maggio le truppe tedesche invadono i Paesi Bassi e Mussert può vietare tutti i partiti politici tranne il suo. Il leader del NSB non è però mai riuscito a farsi nominare primo ministro della nazione occupata. Al contrario, è il nazista austriaco Artur Seyss-Inquart ad essere nominato commissario del Reich, mentre Berlino convoca Mussert per chiedergli di controllare i suoi connazionali oppositori del regime.

Mussert decide di collaborare con la Gestapo per combattere la resistenza olandese all’occupazione tedesca. Il 21 giugno 1940 accetta di far addestrare i membri del NSB con le SS-Standarte “Westland”. 

L’11 settembre Mussert dà istruzioni a Henk Feldmeijer di organizzare la Nederlandsche SS (SS olandese) come divisione del NSB ma non ha avuto nulla a che fare con la creazione di un’unità di volontari olandesi delle SS, la SS-Freiwilligen-Legione Niederlande.

Nel febbraio 1941, Mussert accetta e gestisce la formazione della 23a divisione granatieri volontari delle SS Panzer Grenadier Division Nederland, che si forma ad Amburgo. Nel novembre 1941, la formazione viene inviata al fronte orientale vicino a Leningrado, sotto il comando generale del Gruppo d’Armata Nord. La divisione riesce cavarsela bene a fianco dei suoi alleati tedeschi, ma subisce grandi perdite.

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L’8 dicembre 1941 l’amministrazione olandese indipendente delle Indie Orientali olandesi dichiara guerra al Giappone, alleato della Germania nazista. Dopo l’invasione e l’occupazione giapponese e il successivo internamento di 100.000 civili olandesi e 50.000 militari, Mussert chiede un incontro con Hitler. Il 13 dicembre 1942, Hitler dichiara Mussert “Leider van het Nederlandse Volk” (Leader del popolo olandese)

Dopo aver perso il controllo delle SS olandesi e delle unità militari che servivano nella Wehrmacht ai suoi padroni nazisti, Mussert ha un ultimo incontro con Hitler nel maggio 1943, dove gli viene esplicitamente detto che non avrebbe mai avuto alcun ruolo politico di primo piano.

Dopo l’infruttuosa operazione Market Garden del settembre 1944, che include lo sciopero dei ferrovieri olandesi, le autorità tedesche proibiscono il trasporto di cibo su rotaia, che porta al terribile inverno del 1944/45, ribattezzato Hongerwinter, durante il quale morirono 18.000 persone. 

Durante tutta la crisi, Mussert rimane in silenzio, per paura di perdere quel poco di potere che gli era rimasto. Alla fine della guerra, il conto dei morti includeva 205.901 uomini e donne olandesi. I Paesi Bassi avevano il più alto tasso di mortalità pro capite di tutti i paesi occupati dalla Germania nell’Europa occidentale, il 2,36%.

Altri 30.000 morirono nelle Indie orientali olandesi, sia durante i combattimenti contro i giapponesi che nei campi di concentramento come prigionieri di guerra giapponesi.

La condanna per alto tradimento

Alla resa della Germania, Mussert viene arrestato presso gli uffici del NSB all’Aia il 7 maggio 1945. Condannato per alto tradimento il 28 novembre – con l’accusa di aver “aiutato il nemico” e “cercato di portare i Paesi Bassi sotto il dominio straniero” – dopo un processo di due giorni, viene condannato a morte il 12 dicembre. Si appella alla regina Guglielmina per ottenere clemenza ma ottiene solo un rifiuto. 

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Dal carcere di scrive una lettera al primo ministro Wim Schermerhorn, suo compagno di studi, perchè avrebbe voluto confidare un segreto al presidente americano Harry Truman.

Il 7 maggio 1946, esattamente un anno dopo il suo arresto e quattro giorni prima del suo 52° compleanno, Mussert viene giustiziato da un plotone d’esecuzione sulla Waalsdorpervlakte vicino all’Aia. Esattamente dove 250 cittadini olandesi, tra cui molti combattenti della resistenza, sono stati uccisi dal regime nazista. L’esecuzione del leader del NSB viene filmata per ordine delle autorità ma del filmato si è persa ogni traccia anche se il 7 maggio dell’anno prossimo dovrebbe essere reso noto.