The Netherlands, an outsider's view.

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PORTRAIT

Anton De Kom, lo scrittore surinamese che combattè i nazisti



Sono in pochi a conoscere la storia di Anton De Kom, autore di un libro importantissimo dal titolo Wij slaven van Suriname  (Noi schiavi del Suriname). Pubblicato nel 1934, è uno dei primissimi libri che affronta il problema di quella che è stata la schiavitù in Suriname e le sue conseguenze.

Come è riportato da NOS.nl, la storia di questo scrittore surinamese risalta per la sua peculiarità tra i racconti di guerra.

Anton De Kom nacque agli inizi del ‘900 in Suriname. Dimostrò da subito di essere sicuro di sè e ambizioso, iniziando a contrastare la società in cui viveva, notando come le persone di colore come lui non avessero accesso alle stesse opportunità dei bianchi.

Nel 1920 si trasferì nei Paesi Bassi e trovò lavoro come assistente contabile all’Aia. Capì subito che non vi era consapevolezza, da parte dei bianchi olandesi, di cosa avesse voluto dire la schiavitù da loro perpetrata nelle colonie. Di conseguenza si adoperò per andare a parlare nelle scuole, dove raccontava di Boni, Baron e Joli Coeur, figure che si sono opposte alla schiavitù, ma di cui non vi era traccia nei libri di storia. De Kom fu anche attivo nei circoli comunisti e scrisse articoli per The Tribune e The Comunist Guide.

Sempre più impegnato in politica, decise allora di tornare con la sua famiglia in Suriname dopo essersi sposato con con un’olandese. Lì offrì consulenze per i lavoratori che volevano denunciare sfruttamento e ingiustizie. Le autorità di Paramaribo lo tenevano d’occhio, e prima che potesse presentare un documento con la raccolta delle denunce al governatore, venne sbattuto dietro le sbarre di Fort Zeelandia.

La popolazione insorse, ma questo non bastò per liberarlo, dopo 3 mesi di reclusione venne espulso con la sua famiglia. Costretto a tornare in Olanda scrisse Wij Slaven van Suriname, consapevole che il problema del suo popolo era di uscire dal senso di inferiorità instillato per secoli dai bianchi.

“Nessun popolo che rimane confinato in un sentimento di inferiorità, può arrivare alla piena maturità. Ecco perchè questo libro vuole provare a suscitare il rispetto di sè nei confronti del Suriname”.

Erano gli anni ’30 e poco dopo la seconda guerra mondiale arrivò anche nei Paesi Bassi. Anton de Kom combatté con la resistenza, scrisse articoli per il quotidiano illegale De Vonk e contribuì a distribuire la stampa illegale. Aveva 46 anni quando  morì nel campo di Neuengamme a causa di malattia e stanchezza. Si era prodigato per combattere il nazismo perchè vedeva in questo lo stesso tipo di oppressione contro cui si era ribellato per tutta la vita.

Durante il periodo nazista i tedeschi bandirono il suo libro.






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