La situazione dei rifugiati venezuelani a Curaçao sta peggiorando: la scorsa settimana 9 donne venezuelane hanno cercato di fermare la loro espulsione iniziando uno sciopero della fame, ma sono state comunque rimpatriate.

La Direttrice del centro di cultura IDA SA B.V., con sede a Curaçao, Ida Antonia Maria ‘Ieteke’ Witteveen, ha dichiarato che la vicenda è preoccupante e mette in guardia il governo caraibico: “Gli avvocati non sono nemmeno stati in grado di parlare con loro. […] Curaçao deve garantire di rispettare l’articolo 3 della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo”.

Anche l’avvocato Achim Henriquez è entrato nel merito, commentando la situazione dei rifugiati venezuelani: “Sì, ora sono classificati come richiedenti asilo economici, ma ci sono anche persone in fuga per ragioni politiche: pensate ai tecnici che non vogliono più servire il regime: gli avvocati, pubblici ministeri, giudici o gli oppositori che si ribellano a  Maduro. Rischiano di essere torturati se venissero rimandati in Venezuela”.

L’UNHCR ha recentemente emanato una linea guida per i rifugiati venezuelani. Gli Stati confinanti con il Paese di Maduro nel caos sono stati sollecitati a non rimpatriare i venezuelani presenti sul loro territorio. Tuttavia, il Primo Ministro di Curaçao, Eugene Rhuggenaath, ha dichiarato che, prima che il proprio governo prenda una decisione, si consulterà con il Servizio di Immigrazione e Naturalizzazione (IND – Immigratie en Naturalisatiedienst).