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Anthony Van Dyck: raggi X e infrarossi per scoprire l’artista “al di là” dei suoi dipinti

Pittore fiammingo di impareggiabile bravura, conosciuto in tutto il mondo per i suoi ritratti, Van Dyck è in mostra all’Alte Pinakothek di Monaco fino al 2 Febbraio 2020.

La mostra, chiamata proprio Anthony Van Dyck, è il frutto di anni di ricerca in cui ci si è interessati al processo di creazione che animava l’artista.

Sono stati studiati, quindi, non soltanto i capolavori del pittore, ma anche i lavori eseguiti all’interno della sua bottega. Inoltre, sono stati utilizzati i raggi X e i raggi infrarossi per andare “al di là” delle opere e scoprire quante e quali fasi sono state attraversate per giungere ai dipinti definitivi.

Molti gli sviluppi, gli scarti, le rielaborazioni che emergono dagli studi e che concorrono alla definizione di una più precisa cronologia dei dipinti stessi, dando prova del cambiamento dello stile dell’artista nonché delle differenze tra lui e gli aiutanti della bottega.

Anthony Van Dyck consta di più di 100 opere – comprendenti dipinti, disegni e schizzi ad olio e dovuti, in parte, a prestiti internazionali – ed è divisa in 4 sezioni: le prime opere legate a tematiche religiose e mitologiche, i dipinti degli anni italiani con particolare attenzione per quelli mariani, i ritratti degli artisti contemporanei, gli schizzi ad olio.

La mostra è una celebrazione viva e approfondita dell’artista che è riuscito, passando attraverso altri grandi pittori come Rubens, Tiziano e Tintoretto, a coniare uno stile personale che si ispirasse ai modelli senza però imitarli meccanicamente. Per questo nei ritratti firmati Van Dyck troviamo sempre espressa la personalità e la vitalità dei soggetti e, allo stesso tempo, la loro resa tattile.

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