Andare in rosso, ovvero scendere sotto lo zero sul proprio conto bancario, può sembrare una soluzione comoda per gestire imprevisti o pagamenti urgenti. Tuttavia, si tratta a tutti gli effetti di una forma di credito, soggetta a regole precise e a costi spesso elevati. Ecco tutto ciò che occorre sapere in Belgio per evitare brutte sorprese, scrive 7sur7 in un articolo che cita guide-epargne.be
Molti non lo sanno, ma quando il saldo di un conto corrente scende sotto zero, si sta utilizzando un credito bancario. La banca, per legge, deve verificare la capacità finanziaria del cliente prima di autorizzare uno scoperto.
Il legislatore impone un limite massimo di tempo entro cui il conto deve essere riportato a zero: almeno una volta ogni tre mesi. Alcune banche possono imporre scadenze più brevi, ma non più lunghe.
Se invece si è sottoscritto un credito separato dal conto corrente, si potrà restare in rosso più a lungo, ma comunque per un periodo limitato.
Quanto costa andare in rosso?
Andare in rosso comporta interessi e spese, anche se si rientra nei tempi stabiliti. Se invece il cliente non riesce a rientrare, la banca può applicare:
– Interessi di mora
– Commissioni per inadempienza
– Sospensione o revoca del credito
Anche in caso di scoperti autorizzati, il costo resta elevato. In Belgio, il Servizio Pubblico Federale Economia stabilisce due volte all’anno i tassi massimi che le banche possono applicare. Attualmente (dal 1° dicembre 2023):
– Fino a 1.250 euro di scoperto: massimo 14% annuo
– Oltre i 1.250 euro: massimo 13% annuo
Cosa fanno realmente le banche?
Ecco alcuni esempi di tassi applicati da istituti belgi:
– KBC: 10,09% fino a 1.250 €, 9,07% oltre
– ING: 13% per scoperti da 1.250 €
– Belfius: 9,50% fino a 1.250 € (con i prodotti “Crédit Budget”)
Alcune banche si avvicinano ai massimali, altre offrono tassi più contenuti, ma in generale si tratta comunque di un credito costoso.







