L’istruzione non verrà più sacrificata per la pandemia, neanche se la situazione dovesse superare la soglia di pericolo e si tornasse in codice rosso dice il Parool, commentando informazioni trapelate da decisioni dell’esecutivo.

Nei documenti, che il quotidiano di Amsterdam dice di aver visionato, i ministri coinvolti scrivono: ‘Il precedente gabinetto ha deciso più volte di chiudere l’assistenza all’infanzia e l’istruzione. Un cambiamento importante per noi è che vogliamo prevenire la chiusura di questi settori in ogni momento.’

I piani di settore, una linea guida per gli amministratori dell’istruzione, funzionano secondo quattro scenari: verde scuro (misure di base come una buona ventilazione), verde (attenzione di base  extra per le persone vulnerabili), arancione (limitazione dei contatti mantenendo la distanza, mascherine, percorsi pedonali, pause scaglionate e solo istruzione a scuola) e rosso (la metà degli studenti è a scuola).

Anche nello scenario peggiore, i bambini vulnerabili andrebbero comunque a scuola per lezioni frontali. Qualora si assistesse ad un acutizzarsi della situazione, lo scenario di emergenza entrerebbe in vigore entro una settimana.

Il gabinetto preferirebbe che metà degli studenti andasse a scuola a giorni alterni quando c’è codice rosso. I bambini che restano a casa avranno impartita la didattica a distanza. Non è obbligatorio per le scuole fornire contemporaneamente istruzione frontale e digitale.

I piani del settore educativo COVID-19 hanno il sostegno di quasi tutte le parti sociali, ad eccezione di AOb: secondo il sindacato, mancano misure Covid “efficaci e applicabili” e protezione del reddito per il personale colpito da “Covid lungo”.