E se la Noord-Zuid lijn fosse stata costruita solo per “creare un’economia”, una necessità di trasporto sulla direttiva nord-sud e non per le reali necessità della porzione maggioritaria degli Amsterdammers? Se lo chiede il web-doc volk vs visgraat, del documentarista indipendente SG Collins.

Da luglio 2018 il trasporto pubblico di Amsterdam non sarà più “a rete” ma a “spina di pesce” (visgraat). Cosa significa in poche parole? Che un meccanismo a copertura ampia della città, costruito sfruttando autobus e tram, verrà centralizzato sulla direttiva Nord-Sud.

Le conseguenze non saranno da poco, dicono i residenti intervistati nel documentario: muoversi da un punto all’altro della capitale, sulla direttiva west-oost (ovest-est), diventerà una vera impresa.

Già perchè le struttura pensata da GVB, non più una municipalizzata, punta a risparmiare dopo la costosa operazione della metro “verticale”.

 

Ma la città aveva davvero bisogno di questa nuova linea di metro? Nel documentario, con sottotitoli in inglese, l’autore pensa di no. “Amsterdam è una città cosmopolita, una piccola città cosmopolita e cosi dovrebbe rimanere”, dicono i residenti non particolarmente colpiti dai piani di espansione senza fine.

D’altronde, dicono tutti: il servizio pubblico di Amsterdam funziona, la città è ben servita. Perchè, allora, “rompere qualcosa che funziona?” si chiedono.

La risposta del documentarista è che la nuova GVB, legata agli azionisti e non più alla città, deve fare cassa. E la costruzione della Noord-Zuid, con i suoi costi lievitati ben oltre le previsioni, richiede ora che qualcuno usi quei mezzi.