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Amsterdam vs Airbnb, la società corre ai ripari: assunta un’addetta stampa per eliminare l’immagine di “rovina città”

Con le amministrative alle porte il colosso degli subaffitti per turisti corre ai ripari: comunicazione e lobby per ripulirsi l'immagine

L’immagine del colosso degli affitti turistici Airbnb si sta deteriorando a un ritmo così rapido che la società è corsa ai ripari nominando un’addetta stampa che lavori per cambiare l’immagine di “rovina città” che la società americana si è costruita negli ultimi tempi

Bo de Koning, responsabile delle relazioni pubbliche della società in Olanda, ha iniziato il suo difficile lavoro rilasciando una lunga intervista al quotidiano Volkskrant.

“Quindi Airbnb non crea fastidi, sconvolge i quartieri, non rende Amsterdam più affollata e non fa salire i prezzi delle case alle stelle?” è la domanda iniziale dell’intervista.

Il valore di Airbnb è stimato in oltre $ 30 miliardi, più della catena Hilton, spiega il quotidiano della capitale, nonostante ciò Airbnb avrebbe un altro record (meno positivo): la sua reputazione è crollata a tempo di record. Quattro anni fa, spiega ancora Volkskrant, la piattaforma era ancora considerata un sito con una filosofia interessante ma ora l’azienda americana è vista da un crescente gruppo di Amsterdammers come la peste.

Questo non è un fenomeno esclusivo di Amsterdam: in quasi tutte le principali città del mondo in cui Airbnb ha guadagnato terreno negli ultimi anni, la protesta monta. E ovunque i comuni cercano di porre limiti alla società.

Amsterdam non fa eccezione e se alle ultime elezioni la faccenda era praticamente assente dalla campagna elettorale, per le prossime amministrative di marzo sarà probabilmente la questione chiave: tutti i partiti hanno misure restrittive nei loro programmi, inclusi i partiti di centro-destra, e c’è chi -come i laburisti- ne chiede la messa al bando.

La nomina di una portavoce ufficiale per i Paesi Bassi e la Scandinavia non è casuale: se fino ad oggi la società aveva ignorato le polemiche, ora il crescente risentimento preoccupa il colosso degli affitti turistici.

La De Koning, fresca di nomina, dice al Volkskrant che Airbnb è un portale positivo: “È buono per gli Amsterdammers che possono guadagnare soldi extra. Buono per il viaggiatore perché può provare un’esperienza locale. Ed è un bene per la città”

Ma Airbnb è visto da molti come la causa principale della difficile situazione abitativa. La responsabile risponde:   è un peccato sentirlo. Ecco perché vogliamo lanciare un messaggio positivo. Se guardiamo ai fatti, Airbnb è responsabile di una frazione dei visitatori che arrivano ad Amsterdam.

Nel corso dell’intervista, l’addetta alle pubbliche relazioni cerca di gettare acqua sul fuoco: anche le tensioni con lo stesso Volkskrant, al quale la società aveva rifiutato in passato interviste perchè considerato un media che offre immagini “negative” di Airbnb, sarebbero solo malintesi del passato.

Ma la società qualche problema con il comune, indipendentemente dalle frasi di circostanza e dall’attitudine positiva, ce l’ha: le regole comunali, che chiedono la registrazione presso la municipalità di ogni singolo affitto, vengono mal digerite dalla dirigenza del portale.

 


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