Il “bike sharing” torna in città. Nei prossimi due anni, il comune permetterà ad esperimenti su piccola scala di riaffacciarsi ad Amsterdam. Il comune, inoltre, consentirà ai ciclomotori elettrici e altre forme di trasporto condiviso non inquinante di sperimentare modelli di business.

E’ questa la nuova politica per la “sharing mobility” promossa dalla giunta rosso-verde. Il bike sharing non è una novità ad Amsterdam. Due anni fa venne regolamentato ma ciò ha comportato notevoli disagi e per questo motivo, la giunta di allora, decise di vietarlo.

Ora il comune sta tentando di nuovo, ma con un esperimento di portata più limitata. Il bike sharing sarà consentito solo in alcune zone: “I permessi non saranno rilasciati in tutta la città. Vogliamo evitare si ripeta ciò che accadde due anni fa “, afferma un portavoce dell’assessore Dijksma.

I fornitori del servizio possono quindi offrire solo biciclette in una certa zona ma chi affitta può lasciare il mezzo ovunque. Spetta quindi ai fornitori assicurarsi che le biciclette ritornino dove erano state prese.. “Il comune imporrà che ciò accada realmente”, dice il portavoce.

Nei prossimi due anni arriveranno anche i ciclomotori elettrici a noleggio. Per il momento non è ancora consentito e ci vorrà un’autorizzazione dal comune che partirà con una sperimentazione su 350 ciclomotori.

Il piano deve ancora essere approvato dal consiglio comunale e si parla di maggio come mese del via libera. L’esperimento durerà fino al 2021, ma una possibile estensione di un anno è già stata presa in considerazione.