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Amsterdam, Subsonica al Melkweg è musica e politica. E a 31mag dicono: facciamo ripartire l’Europa dai valori

Abbiamo parlato con Max Casacci del tour europeo della band torinese. E del loro endorsement al progetto "Europa now!"

di Serena Gandolfi

 

Come se non si fossero mai allontanati dalla scena, nemmeno per un attimo, ieri sera i Subsonica hanno infiammato il Melkweg di Amsterdam, per due ore trasformato in un’ enclave musicale italiana in terra d’Olanda. Dopo quattro anni di pausa, il gruppo torinese ha scelto la capitale olandese per la data di apertura del tour europeo. A parte il cappellino di Samuel, la formazione di 20 anni fa era la stessa, come identica la capacità di toccare i microchip emozionali del pubblico.

Dal ’97 a oggi, prima nei walk-men, oggi su Spotify, i loro testi dipingono la realtà con tinte critiche, metalliche, a volte malinconiche; aurore sognanti e nuvole rapide che hanno segnato l’adolescenza di molti. Da futuristi della scena italiana, con l’ultimo album, “8”, i Subsonica confermano l’avanguardia delle sonorità, delle intenzioni e dei messaggi lanciati durante il concerto.

Un Tour che parte dall’Europa e parla di Europa: sui palchi dell’European reBoot Tour, i Subsonica sposeranno, con voce – chitarra, tastiere, basso e batteria – Europa Now!, un progetto lanciato da Éric Jozsef e altri giornalisti, per immaginare una nuova “Repubblica Europea”, in risposta al dilagare degli egoismi nazionali.

Nel backstage del Melkweg, abbiamo incontrato Max Casacci, chitarrista del gruppo, e Éric Jozsef, corrispondente da Roma del quotidiano francese Libération e fondatore di EuropaNow. Ci hanno aiutato a fare luce sulla loro collaborazione, a capire questa nuova idea di Europa e a non rinnegare il nostro gruppo preferito.

Il connubio tra Subsonica e EuropaNow è nato un po’ per caso un po’ per affinità, attraverso giornalisti amici (Jacopo Iacoboni – La Stampa, ndr), ci spiegano. Gli intenti di rottura erano comuni alle due parti e indipendente come sempre, la voce dei Subsonica ha invertito gli schemi affrontando un tema poco “pop”: l’Europa.
“Ricominciare il tour dai palchi europei, attraversando l’Europa in un momento delicato come questo, ci ha portato a riflettere su che cosa sia effettivamente l’Unione” racconta Max a 31mag. “Mi chiedevo perché si parlasse di Europa solo in chiave burocratica, normativa e fiscale, come se si fosse completamente dimenticato il motivo per cui davvero è nata 49milioni di morti dopo. Credo sia allarmante come sia evaporata tutta la parte di valori e di narrazione alla base ed è per questo che ci siamo avvicinati all’associazione di Éric”.

EuropaNow!, come ci spiega Éric Jozsef è un’associazione che vorrebbe dare nuova linfa vitale all’idea di Europa, smarcandola dall’immaginario austero e burocratico, e ripensandola come strumento di diritto per tutti i cittadini. Fondatori e promotori sono reporter e giornalisti come Gianna Radiconcini, militante antifascista, Francesca Paci de La Stampa, Gian Paolo Accardo di Internazionale.
“I cittadini europei devono riappropriarsi dell’idea stessa di Europa. Abbiamo redatto un documento con delle proposte concrete in previsione delle elezioni di maggio e lo sottoporremo ai partiti a Gennaio 2019. Tra i punti programmatici la promessa di un welfare europeo, assicurazioni anti-disoccupazione e proposte che vanno nella direzione di un Europa che non appartenga un élite” spiega Jozsef.

Valori in cui si riconoscono anche i Subsonica che colgono l’occasione per alzare la voce contro il sovranismo di cui una nuova narrazione europea potrebbe essere l’argine: “L’idea di Europa che abbiamo è più una sorta di avanguardia: una comunità di diritti, senza confini. È l’unica soluzione per superare le logiche provinciali del populismo e del qualunquismo” spiega Max a 31mag. “Per noi Subsonica è importante essere engagés tanto quanto essere liberi. Non ci siamo mai nascosti dietro gli strumenti pur cercando di mantenere la possibilità di cantare quello che ci pare. Cosa che facciamo anche oggi”.

Il compito di lanciare una Europa 2.0, dice ancora Max, è in mano alle generazioni di giovani che si sono susseguite sotto i palchi dei Subsonica, “è a loro che diamo la palla” ci dice il chitarrista. “Gli under 35 hanno dovuto imparare che l’obiettivo era cavarsela da soli perché non c’era più nulla di garantito; hanno dovuto crearsi da soli la loro strada e noi crediamo moltissimo in loro.” E sono sempre i giovani i protagonisti della call to action dei Subsonica: l’invito a condividere un video sulla loro idea di Europa. Solo da una nuova immaginazione può nascere una nuova narrazione, è il messaggio.


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