Stop a negozi per turisti, “nutellerie” o bazar di souvenir. E con effetto immediato: questa la decisone della giunta comunale di Amsterdam che ha deciso di mettere un freno alla turistizzazione della città con un nuovo provvedimento, dopo il recente giro di vite sugli Airbnb.

Da ora, insomma, non sarà più possibile ottenere nuove licenze anche per fast-food, bike rentals o altre attività pensate solo per chi è di passaggio. Il provvedimento riguarda nello specifico il “binnestad”, ossia il centro città.

“Vogliamo dire” no “a tutti quei negozi rivolti solo a turisti, non agli Amsterdammers”, ha affermato il vice sindaco Kajsa Ollongren. Il divieto è stato comunicato all’improvviso, senza un annuncio preventivo, al fine di evitare una “corsa all’ultima licenza” ha detto l’assessore al quotidiano.

La mossa del consiglio è in risposta a critiche crescenti da parte dei residenti della città che si lamentano dell’invasione di negozi di dubbia qualità e soprattutto rivolti solo a chi non vive in città. In particolare, il consiglio vuole cercare di distribuire i turisti in giro per la città e ha già deciso di non rilasciare più licenze per nuovi hotel in centro.

7.3 milioni di turisti avrebbero visitato Amsterdam l’anno scorso, trascorrendo in media due notti in città. Le cifre preliminari per il 2017 indicano un’ulteriore crescita del 10%.