Regole complicate e poca chiarezza su chi e dove sarà ancora autorizzato sulle piste ciclabili, rischiano di creare il caos ad Amsterdam. A sostenerlo è il capo della polizia Gerrit van de Kamp, intervistato dal Financieele Dagblad.

Martedì, il comune di Amsterdam ha annunciato che i ciclomotori più lenti, conosciuti nei Paesi Bassi come snorfiets, saranno banditi da alcune piste ciclabili cittadine dal prossimo aprile e che Utrecht seguità dal 2020.

Tutto bene ma la giungla di ciclomotori, mezzi elettrici ed altri veicoli potenzialmente esentati dalla delibera, rischia di rendere difficile, se non impossibile, il lavoro per gli agenti che dovranno far rispettare le nuove regole.

Ad esempio, si chiede il capo della polizia: saranno vietate le e-bikes? E le auto modello Biro, un quadriciclo leggero autorizzato ovunque sulle ciclabili, sarà o no bandito? E il segway, ossia il monopattino elettrico, potrà o meno continuare a circolare accanto alle bici?

Tanto gli scooteristi, tradizionali o di nuova generazione, quanto le società che producono veicoli per il noleggio attendono il regolamento comunale con impazienza. La società Doet, che produce dei piccoli motorini pieghevoli pensati per i turisti, si è detta preoccupata per l’assenza di dettagli: per chi affitta mezzi a persone che non vivono in città, potrebbe diventare molto complesso dover proseguire con il proprio business.

Stesso discorso per i tratti stradali dove i mezzi a motore saranno esclusi dalle ciclabili: su Overtoom i ciclomotori dovranno andare su strada, e chi guida dovrà indossare il casco mentre su Wibaustraat, rimarrà tutto come è ora.