The Netherlands, an outsider's view.

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Amsterdam scende in piazza per i rifugiati di Moria: 100 sono pochi, l’accoglienza sia vera

di Michela Grasso

foto di Chiara Canale

Mentre il campo rifugiati di Moria, in Grecia, brucia ancora oggi, sabato 12 Settembre centinaia di manifestanti si sono dati appuntamento a  Museumplein, ad Amsterdam, per protestare contro la decisione del governo olandese di accogliere solo 100 rifugiati dall’inferno sull’isola di Lesbo. La notte del 9 Settembre, il fuoco ha provocato la distruzione di una larga parte del campo, il più grande d’Europa, che ospitava 12,700 persone, benchè la sua capacità massima fosse 3,000.

Nonostante L’UNHCR,l’Alto commissariato per i rifugiati ONU avesse suggerito al governo olandese di accogliere 500 rifugiati, così come hanno fatto altri Paesi UE, il governo conservatore guidato da Mark Rutte -dopo una dura trattativa tra le sue componenti- ha accettato di accogliere solo 100 bambini e persone vulnerabili.

Il compromesso non ha soddisfatto tutti e la  risposta mediatica è stata immediata: con l’hashtagh #LeaveNoOnebehind di nuovo trending su Twitter, diverse manifestazioni sono state organizzate nel paese.

VoltNederland, 500 kinderen Amsterdam and SOS Moria tra gli altri, hanno organizzato  la protesta ad Amsterdam,  nel rispetto delle norme anti-Covid. Ewout van den Berg, attivista con gli “International Socialists” presente alla manifestazione dice a 31mag che “i questa è la più grande protesta pro migranti organizzata in Olanda negli ultimi anni”.

Sul palco sono saliti giornalisti, rifugiati, Jesse Klaver il segretario del Groenliinks, la sinistra rossoverde, e attivisti. Particolarmente toccante per la folla è stato il discorso di Ahmad al Sadeq, mediatore culturale siriano arrivato in Olanda nel 2016 e autore del libro “Tell my child I have been exist” che uscirà presto nelle librerie.

Ahmad racconta la sua fuga dalla Siria e del rifugio che ha trovato a Moria, aggiungendo particolari sulla terribile situazione di Lesvos e dei bambini senza futuro che ci abitano: “Nessun genitore porterebbe i suoi figli all’inferno, se all’inferno non ci fossero già”.

La manifestazione è proseguita non senza alcuni contestatori, che sono però stati immediatamente portati via dalla politie dopo aver creato scompiglio tra la folla. Charlie van Der Zwaar, una studentessa della Universitá di Amsterdam tra i giovani organizzatori della protesta, pensa che gli Olandesi si stiano mobilitando sempre di più e che questo potrebbe portare a un reale cambiamento nelle politiche governative riguardanti sui rifugiati.