Il consiglio comunale di Amsterdam spaccato sulle ordinanze di chiusura per i luoghi di culto radicali. Un una lettera al consiglio della sindaca Halsema, che ha sollevato un acceso dibattito, veniva ventilata l’ipotesi di ricorrere ai poteri straordinari del sindaco per chiudere le moschee dove venisse predicato odio.

In un acceso dibattito tenuto durante la settimana a Stopera, si è verificata una singolare circostanza: i partiti di destra a sostegno della sindaca, espressione del Groenlinks, mentre posizioni critiche alla proposta della burgemeester sono state registrate proprio tra le fila del suo partito.

La Halsema ha suggerito questa possibilità in un’intervista all’emittente televisiva di Amsterdam AT5, dove è stata ampiamente discussa la lettera inviata dalla prima cittadina sull’approccio migliore da adottare in risposta alla radicalizzazione.

Ad AT5, la Halsema ha sottolineato che i cittadini devono essere protetti dalla discriminazione, dall’arbitrarietà e dall’esclusione e che il suo compito è preoccuparsi soprattutto di chi è più esposto come i credenti musulmani. Tuttavia, ha aggiunto, quando un credente forza o intimidisce un’altra persona, il limite consentito alla libertà di quella fede è raggiunto, ha detto ancora la Halsema, pur aggiungendo di non avere alcuna lista di moschee sotto osservazione e soprattutto di aver previsto la misura solo come estrema ratio.

Femke Roosma, capogruppo del Groenlinks in consiglio comunale, più grande partito di Amsterdam, ha detto che secondo il suo gruppo la chiusura di case di culto non è la soluzione. Secondo Roosma, chiudendo le moschee, colpisci i credenti e non necessariamente i predicatori di odio. Quando le organizzazioni incitano alla violenza, secondo Roosma, non stiamo più parlando di luoghi di preghiera, ma delle sedi di organizzazioni criminali”, dice Roosma.