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Lunedì mattina il movimento Extinction Rebellion ha bloccato Europaboulevard, un incrocio trafficato di Amsterdam, nell’ambito di una serie di azioni annunciato, volto a sensibilizzare sul clima. La polizia è intervenuta rimuovendo 250 attivisti che si sono rifiutati di rispondere alle richieste di andare via. Tecnicamente, ha spiegato la politie, i manifestanti non sono stati arrestati ma oggetto di “rimozione amministrativa”.

Secono la polizia, l’operazione è stata conclusa intorno alle 11 perchè in base ai regolamenti anti-Covid gli attivisti sono stati “spostati” in gruppi. La protesta, per il secondo anno di fila, ha l’obiettivo di attirare l’attenzione sulla questione climatica.

La sindaca Femke Halsema, in qualità di dirigente per l’ordine e la sicurezza, aveva limitato le proteste del fine settimana a Museumplein per 4 ore al giorno. La stessa Extinction Rebellion era responsabile di assicurarsi che tutti i manifestanti rimanessero a 1,5 metri di distanza e che l’ordine pubblico fosse mantenuto. Nell’ordinanza della sindaca era espressamente esclusa la possibilità di passare la notte in piazza oppure di effettuare blocchi stradali.

Domenica, 6 manifestanti sono stati arrestati a Damrak perchè protestavno, senza autorizzazione, davanti alla catena C&A, che venderebbe abiti realizzati da lavoro forzato di uiguri, una minoranza musulmana in Cina, repressa dal governo di Pechino. Quattro manifestanti sono stati arrestati per violazione dopo essere entrati nel negozio e due per atti vandalici, dopo aver scritto slogan sulle vetrine del negozio.