Il caso è chiuso, almeno stando alle ultime notizie. Dopo le voci di una possibile apertura da parte del corpo di polizia di Amsterdam e l’episodio della poliziotta che si è fatta fotografare con un hijab durante il servizio, è arrivata in queste ore la risposta ufficiale da parte del capo del corpo nazionale Erik Akerboom. Quest’ultimo ha espressamente indicato la volontà di conservare le regole applicate finora che prevedono l’utilizzo di una divisa neutra durante il servizio di pubblico ufficiale.

“La discussione polarizza due fazioni dentro e fuori il corpo di polizia”, ha così affermato lo stesso Akerboom che ha inoltre definito la proposta di Aalbersberg, capo della polizia di Amsterdam, “inspiegabilmente espansiva, emozionale ed esagerata”. Secondo il capo nazionale, quindi, il dibattito sulla faccenda avrebbe preso negli ultimi tempi una piega del tutto sbagliata: “Lo capisco, perché è un tema molto divisivo. Ma a volte, anche nel nostro corpo, gli standard di tolleranza sono portati all’estremo dato che discriminazione e razzismo non sono ammessi”.

A proposito di una maggiore diversità all’interno delle forze di polizia, queste sono state le parole di Akerboom, come riporta AD: “La nostra società sta cambiando significativamente, anche in termini di composizione. Dobbiamo cambiare per mantenere la nostra legittimazione e fiducia, ma abbiamo anche molto da perdere. Non tutti i cittadini si riconoscono nella polizia, specialmente nelle grandi città, ma noi lavoriamo per tutti senza distinzioni di origine, religione, razza o genere. E per far ciò il corpo deve acquisire ed ampliare le abilità al suo interno”.