di Gaia Guglielmucci

 

Una città verde a misura d’uomo, parchi, spazi per i bambini e il cupo ammasso di smog, lamiere e asfalto che monopolizza il panorama delle grandi metropoli rimpiazzato da colorati sciami di biciclette. Amsterdam sembra un trionfo per la mobilità sostenibile, un vero paradiso per il perfetto equilibrio tra ecosistema e urbanizzazione. Eppure, questa immagine idilliaca, non è condivisa da tutti. Milieudefensie, un’organizzazione che si occupa di difesa dell’ambiente ha passato l’intero 2015 a monitorare i livelli di inquinamento su tutto il territorio olandese. I risultati sono contenuti in un dossier che ha fatto molto discutere e non aiutano la bella immagine che la capitale si è costruita all’estero. Le emissioni di biossido di azoto (NO2) nelle città olandesi, infatti,  supererebbero ovunque i livelli consentiti dall’UE. Maglia nera Amsterdam, città con il più alto numero di aree dove l’inquinamento atmosferico sforerebbe i limiti imposti. 

Amsterdam capitale verde?

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Anne Knol, portavoce di Milieu Defensie

L’indagine di Milieudefensie è stata svolta con  l’aiuto degli stessi cittadini che in 60 luoghi del paese hanno collocato e monitorato delle centraline per misurare la qualita dell’aria. Per quanto riguarda Amsterdam, la misurazione si è concentrata su 10 strade; tra queste ben quattro hanno registrato un livello troppo alto di biossido di azoto La capitale, divide con Den Haag il primato di città con la strada più inquinata dei Paesi Bassi. Ad Amsterdam è Stadhouderskade, una via a scorrimento veloce che tocca anche zone centralissime e luoghi molto frequentati come il Rijksmuseum; situazione difficile anche a Valkenburgerstraat, situata sempre in centro, nei pressi del Nieuwemarkt, all’arteria Wibaustraat, che corre dal centro fino alla stazione di Amstel e a Nassaukade nel quadrante West. La strada più “verde” invece pare sia Adelaarsweg, ad Amsterdam Noord, zona di recente urbanizzazione. Secondo Milieu Defensie se la capitale piange, il resto del paese non avrebbe molto da ridere: in Olanda, si legge, in media ogni cittadino perde 13 mesi della propria vita a causa dei gas nocivi e a farne le spese sarebbero soprattutto i bambini . Nei quartieri con aria poco pulita, che corrispondono  alle zone congestionate dal traffico, i piccoli hanno il 30% in piu di possibilità di sviluppare asma, bronchiti e malattie dei polmoni rispetto ai coetanei che vivono in zone con meno densità. 

Politica contro attivisti

Abdeluheb Choco, assessore all’ambiente della capitale, non ci sta a passare per quello con le mani in mano: « Sappiamo esattamente quali sono i punti critici della città -spiega Choco a 31mag.nl-. Non è un caso infatti che abbiamo uno dei sistemi di monitoraggio più avanzati al mondo. Il nostro obiettivo non è solo quello di rincorrere le norme europee, piuttosto di fare in modo che gli abitanti di Amsterdam respirino un’aria il più sana possibile».

Wethouder Abdeluheb Choho beheert de portefeuilles Openbare ruimte en groen, klimaat, energie, luchtkwaliteit, dienstverlening, ICT, bestuurlijk stelsel. Foto: Mirande Phernambucq
Assessore Abdeluheb Choho. Foto: Mirande Phernambucq

Sarà ma l’organizzazione ambientalista non è convinta: «Sono anni che sentiamo parlare di piani per cambiare questa situazione, soprattutto ad Amsterdam, ma poi non accade mai niente», dice Anne Knol, portavoce e leader delle campagne di Milieudefensie. Intanto, tra gli adulti,  vengono registrati migliaia di casi di malattie del cuore legate all’inquinamento. Lo IARC, agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha ufficialmente inserito l’inquinamento atmosferico tra le cause di tumore e ogni anno in media nei Paesi Bassi circa 1200 persone si ammalano di cancro ai polmoni. Dati allarmanti che spingono Mileudefensie a invocare l’applicazione delle norme europee che regolano il diritto ad un’aria pulita. Leggi che secondo l’associazione, sarebbero datate e inefficaci. « Ma sono sempre meglio che niente e in ogni caso vanno rispettate», dicono. Cosa che in Olanda, secondo  l’organizzazione, non accade. 

«E’ già in vigore un pacchetto di misure chiaro e concreto per migliorare la qualità dell’aria ad Amsterdam» dice ancora l’assessore a 31mag «obiettivo del comune è una presenza, nel centro della città, di mezzi ad emissione zero entro il 2025. Cosi dal 2018 sarà  vietato l’ingresso in quella che viene definita la Milieu Zone, ai taxi piu inquinanti, ai bus turistici e ai motorini.

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Wibautstraat

Prevista una rigida regolamentazione anche per le imbarcazioni (si fa rifermento in particolar modo ai battelli turistici) e la promozione delle auto elettriche. Progetti importanti ma Milieu Defensie chiede soprattutto una strategia.«Il problema -ribadisce la Knol- è rappresentato soprattutto dalle macchine; in particolare dai vecchi diesel. In città  il superamento di No2 si ha soprattutto dove le auto possono circolare liberamente. È  per questo che riteniamo che il perno della politica debba essere costituito dalla riduzione delle machine private e dell’ aumento degli spazi dedicati alle biciclette e ai pedoni». Secondo Choco, l’amministrazione avrebbe già risolto il problema dei vecchi diesel non concedendo nuovi permessi di accesso al centro ma questo non basta agli ambientalisti  «non è un grosso cambiamento -ribatte la rappresentante del movimento- poichè le macchine che hanno già hanno ottenuto il permesso in passato continueranno comunque a circolare»

I problemi di Amsterdam, le soluzioni di Utrcht

Jan Willem Erisman è professore di Integrated Nitrogen Studies alla facoltà di Earth and Life Sciences alla VU di Amsterdam: «la zona in cui i mezzi non possono entrare è regolata da norme molto rigide, più rigide che ad Amsterdam» dice.

Binnenstad Utrecht.
Binnenstad Utrecht.

«Per i vecchi diesel, ad esempio, il divieto è assoluto. Se da una parte fa riflettere il fatto che qui gli amministratori locali hanno dato una forte accellerazione per combattere l’inquinamento, dall’altro bisogna rendersi conto che Amsterdam non è Utrecht.

Nella capitale un cambiamento radicale non si può fare da un giorno all’altro ma deve essere eseguito passo dopo passo». Il professor Erisman cerca di sdrammatizzare: «L’ Olanda è tra i paesi in cui la ‘minaccia’ NO2 incombe in misura minore. Ad Amsterdam, infondo la situazione non è cosi critica se si paragona ad altre città europee come Parigi».