A partire dal prossimo anno studenti e rifugiati vivranno insieme ad Amsterdam, in edifici costruiti dal comune, nel primo esperimento pilota di questo tipo messo a punto dall’amministrazione e presentato oggi, 11 maggio, dall’assessore alla casa Laurens Ivens.

Il progetto, promosso dalla piattaforma Opnieuw Thuis, prevede la realizzazione di 1000 appartamenti temporanei che daranno un tetto ad una parte dei rifugiati che hanno ottenuto l’asilo e agli studenti, categorie “deboli” schiacciate dalla carenza cronica di alloggi che colpisce la capitale. In questo modo, ha detto l’assessore al quotidiano Trouw, non verrà certamente risolto il problema di offrire un tetto alle migliaia di profughi che la capitale ha accettato di accogliere sulla base dello schema nazionale implementato dal governo ma quantomeno sarà possibile, dice ancora l’assessore, tamponare in maniera dignitosa l’emergenza. Secondo Ivens mettere insieme rifugiati e studenti è una scelta vincente, perchè questi ultimi possono offrire meglio di qualunque altra categoria che vive in città, aiuto ai nuovi arrivati. L’assessore sottolinea che Amsterdam è immune da proteste contro i richiedenti asilo e che l’atteggiamento della cittadinanza nei loro confronti è, nel complesso, positivo; il problema è quindi la carenza di spazi ma l’amministrazione, che ha già individuato i siti per i primi quattro di questi complessi “ibridi”, conta di poterli inaugurare il prossimo anno.

La situazione però non è semplice: il numero di 2000 rifugiati che la città si è impegnata ad ospitare è già arrivato a 2400, senza contare quelli in attesa dallo scorso anno. A questi vanno ad aggiungersi altri 10mila abitanti appartenenti a fasce deboli che il comune deve sistemare al più presto.

Il progetto di coabitazione sociale non è però un inedito assoluto ad Amsterdam: a luglio aprirà il primo complesso di questo tipo che ospiterà 280 studenti e 280 rifugiati.