Ad Amsterdam, andrà in scena la prossima settimana una commedia sul Mein Kampf. L’opera vuole informare sul famoso libro di Hitler, ma allo stesso tempo vuole far riflettere. Riuscirà a raggiungere lo scopo?

Riflettere e leggere il Mein Kampf sul palcoscenico è diverso dalla pubblicazione e dalla commercializzazione del libro, perché quest’ultimo è vietato. Quest’anno la questione diventa più complicata di dieci anni fa, perchè i diritti d’autore del libro sono scaduti dopo 70 anni, e in teoria ognuno è libero di fare con il libro quello che vuole. Per evitare che il pensiero fascista si diffonda, in Germania è stato da poco pubblicata un’edizione scientifica del Mein Kampf: una versione virtuosa con note critiche al pensiero di Hitler. Il libro è stato venduto in più di 85.000 copie e si sta pensando a una traduzione olandese.

Vietarlo sì o no?

Ma la versione originale del libro, senza le note critiche, rimane un problema nei Paesi Bassi. Ci sono talmente tante ingiurie contro gli ebrei che secondo l’ufficio del Pubblico Ministero potrebbe incitare all’odio e alla discriminazione. Ma la domanda è se questa legge, vietando una cosa del genere non contribuisca ad alimentare il mito del Mein Kampf.

La Corte ha assolto lo scorso anno un gallerista di Amsterdam accusato di aver venduto una copia del libro: secondo il tribunale, una condanna avrebbe leso il diritto alla libera espressione. Inoltre trova che il libro sia importante nel dibattito pubblico e che il testo del Mein Kampf è comunque disponibile su internet e nelle biblioteche. Il processo non si è ancora concluso perchè la Pubblic accusa ha presentato ricorso alla Corte Suprema.