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CULTURE

Amsterdam Light Festival, tra design e Ai Weiwei al via l’edizione 2017

Fino al 21 gennaio 2018, i principali canali della capitale si trasformano in una mostra a cielo aperto, costellati di installazioni al neon e LED



di Paola Pirovano

photo credit: ©Martina Bertola

 

Come ogni anno, i canali di Amsterdam si illuminano di arte contemporanea con l’Amsterdam Light Festival, ormai giunto alla sesta edizione.

Fino al 21 gennaio 2018, i principali canali della capitale si trasformano in una mostra a cielo aperto, costellati di installazioni al neon e LED.

In più di numerosi artisti internazionali, l’edizione di quest’anno vanta la presenza di un ospite di eccezione: l’artista e attivista Ai Weiwei. La sua opera thinline – concepita appositamente per i canali di Amsterdam – riprende uno dei suoi temi favoriti, i confini e la libertà di movimento. Un lavoro tecnicamente complesso, che si estende per 6,5 km lungo il percorso espositivo, e che invita a riflettere sulla nozione di frontiera – chi è fuori e chi dentro, chi può oltrepassarla, chi no, chi lo decide – con un ovvio riferimento alla situazione politica attuale.

L’opera di Ai Weiwei si inserisce nel tema generale del festival “Existential”, ovvero “where the essential elements of light meet our basic needs and our dreams”, come spiega il direttore artistico Lennart Booij.

Gli artisti selezionati, una trentina su più di 800 proposte, hanno interpretato il tema in molti modi. L’artista statunitense Lauren Erwing si concentra, come Ai Weiwei, sull’attualità con il lavoro Light Wave, riferimento al surriscaldamento globale e alla sue pericolose conseguenze, particolarmente inquietanti per una città come Amsterdam,  al di sotto del livello del mare.

Altri, come l’olandese Floriaan Ganzevoort e l’agenzia di design ACTLD, si concentrano piuttosto sui fenomeni scientifici e naturali legati alla luce. Il primo realizza un’opera che gioca con luce e acqua, Make a Splash, in un’esplosione di luci stroboscopiche, il gruppo belga, invece, è autore dell’installazione immersiva Light Matters dove si alternano immagini di cieli nordici, delle profondità dei mari e del centro della Terra.

Altri artisti accentuano ancora di più il lato poetico e misterioso legato alla luce: con Whole Hole, gli olandesi Vendel & de Wolf trasformano uno dei tanti ponti della capitale in un’esperienza affascinante, una sorta di passaggio in un universo parallelo, un po’ come Alice in Wonderland. Anche Driton Selmani, di origine kosovara, lavora sull’aspetto magico della luce: Eye to Eye è un’opera ispirata all’amuleto contro il malocchio, che si erge a proteggere la città.

La città di Amsterdam e la sua storia sono al centro delle installazioni di Lynne Leegte, che con Windows rende visibile una chiesa mennonita, costretta alla clandestinità nel 17esimo secolo, e dell’agenzia VOUW che ribalta il nostro punto di vista sospendendo sopra ai canali una mappa della capitale fatta di cavi al LED.

Lighten the Light dello studio HOH Architecten è un’altra opera che si ricollega al passato della città e all’invenzione dell’illuminazione pubblica con lampade a olio alla metà del Seicento. L’installazione si distingue dalle altre perché è l’unica non luminosa: l’agenzia olandese, infatti, utilizza la luce già presente in città, isolandola come si farebbe come in un museo.

Infine, nei pressi della Centraal Station, un appello dell’artista indonesiano Bagus Pandega, Be the change that you wish to see in the world, omaggio alla famosa citazione di Gandhi.

In più della ventina di opere sull’acqua, Amsterdam Light Festival propone anche una Land Route nella zona del Marineterrein, dove sono esposte circa 15 installazioni.






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