I tassisti di Amsterdam svolgono un ruolo importante nel trasporto di criminali e nel loro commercio illegale. A scriverlo è il quotidiano Parool che vede nella crescita esponenziale del numero di tassisti una possibilità maggiore che i conducenti finiscano a lavorare per i criminali.

Secondo una fonte del giornale, l’alta pressione causata dalla concorrenza delle piattaforme digitali ha convinto alcuni conducenti di taxi a cedere alle avance dell’underworld criminale. La pista porterebbe a gang albanesi che utilizzerebbero i mezzi con licenza per muovere droga e armi, scrive ancora il giornale della capitale.

“Quando facciamo irruzione in locali noti per il traffico di stupefacenti, troviamo sempre biglietti da visita delle società di taxi”, avrebbe spiegato la fonte. Il numero di taxi ad Amsterdam è cresciuto in maniera impetuosa negli ultimi anni, sebbene il mercato non stia crescendo allo stesso ritmo.  

Per i criminali riducono il rischio di essere catturati da soli e il loro traffico deve essere trasportato sempre più dai taxi, secondo la polizia.

 

Qualora l’anti droga dovesse intercettare un carico non sarebbe solo il trafficante a rispondere ma anche il “driver”: oltre a perdere la licenza, infatti, il tassista potrebbe essere processato per favoreggiamento. Di recente, racconta il Parool, un uomo è stato condannato a 4 anni di carcere per “fornitura di supporto” ad un’organizzazione criminale albanese.

L’uomo trasportava oltre 30 chili di cocaina in buste della spesa. Un cliente aveva caricato l’automobile e il conducente l’avrebbe dovuta guidare fino all’indirizzo designato. Pedinato dagli agenti è stato quindi arrestato.

Secondo il tribunale, l’autista avrebbe dovuto sapere che stava trasportando narcotici nel suo taxi: a causa delle circostanze sospette non poteva fare affidamento sul fatto che era solo un autista e non sarebbe stato responsabile di ciò che trasportavano i suoi clienti.

Il giudice, con questa sentenza, avrebbe offerto un precedente alla polizia: “non sapevo”, spiega il Parool non sarebbe più credibile.

La polizia effettua il monitoraggio di veicoli sospetti attraverso le telecamere di sorveglianza che immortalano la targa e consentono di tracciare i percorsi ‘dubbi’: “Quando sospettiamo che un taxi stia eseguendo corse dubbie, inseriamo il numero di targa nel database, in modo che i nostri colleghi possano controllare la strada in modo molto più mirato ed efficace.”