La sindaca di Amsterdam Femke Halsema, vuole vietare la vendita di cannabis ai turisti stranieri, scrive Het Parool. In cambio, il comune autorizzerebbe i coffeeshop a mantenere scorte più ampie dei 500 grammi attualmente consentiti.

Dopo il Wallen, il Red Light, la sindaca vuole ora eliminare un altro mito della Amsterdam trasgressiva di una volta, limitando l’accesso solo ai residenti. Prima della crisi Covid, i coffeeshop sono stati visitati da 1,5 milioni di turisti, dice il portale di Amsterdam.

Questa iniziativa ha il sostegno della polizia e della magistratura, che condividono l’idea di “chiudere il backdoor”, quindi eliminare l’aspetto illegale del business della cannabis olandese e allo stesso tempo consentire magazzini più ampi. 

Sul piano legislativo, il comune non dovrebbe faticare: dal 2012, infatti, la vendita della cannabis in Olanda è consentita solo ai residenti ma il governo, dopo le proteste di molti comuni, ha deciso di lasciare le municipalità libere di decidere se applicare o meno la misura.

“Sicuramente non diventerà un’Amsterdam senza cannabis, i coffeeshop fanno parte della città”, avrebbe detto la Halsema. “Ma c’è anche un enorme desiderio di adeguare il turismo. La nostra libertà non dovrebbe essere una licenza per grandi gruppi di giovani di vomitare nei canali perché hanno fumato e bevuto troppo “.

La domanda di cannabis da parte degli stranieri è troppa da gestire e il comune, con l’introduzione del criterio di residenza, spera di ridurla. Non tutti, però, saranno contenti: stando al portale di Amsterdam, il mercato locale dei derivati della cannabis, nei 166 coffeeshop della città, copre il 30% del mercato nazionale della ganja. Secondo la sindaca, con la misura in vigore, basteranno 68-73 cannabis bar per soddisfare la domanda locale.

Inoltre, la polizia introdurrebbe un divieto di consumo per gli stranieri, così da impedire che i turisti acquistino dal mercato di strada.

Ma la misura è ancora in fase embrionale e non tutti, in consiglio comunale, sono favorevoli.