Sembra un pesce d’Aprile fuori stagione, e invece il post su Facebook della polizia di Amsterdam che sensibilizza in modo piuttosto ironico la popolazione a proposito della app Pokemon Plus, è assolutamente vero. “Gotta chatch’em all!” (Prendeteli tutti!) esordisce lo status pubblicato stamattina, sabato 9 luglio, a proposito dell’augmented reality ovvero applicazioni basate su un’interazione tra elementi virtuali e immagini reali catturate dalla webcam.

L’ambiente di gioco per i Pokemon fan, in pratica, è la realtà circostante dove i giocatori devono catturare con lo smartphone i celebri personaggi. Ora il problema è che i luoghi che l’app segnala come “Pokestops” ovvero laddove gli aspiranti “allenatori” possono catturare Pokemon da addestrare, coincidono spesso con chiese o commissariati di polizia. Come racconta il Guardian, la polizia di Darwin, nel nord dell’Australia,  che avrebbe già ricevuto diverse visite da giocatori, ha deciso di ‘farsi sentire’ sui social: “Non è necessario entrare nella stazione di polizia per agguantare una pokeball” dice ironicamente il post, che conclude: “Quando attraversate la strada, prestate attenzione alle auto che sopraggiungono”.

Per non farsi trovare imprerarata, anche la polizia di Amsterdam ha seguito lo stesso esempio; per evitare di trovarsi tra i piedi comitive di giocatori a caccia di Pokemon e soprattutto per evitare la presenza di telecamere accese in luoghi dove sarebbero, tecnicamente, non consentite.

 

Intanto, Niantic, la società che ha sviluppato l’applicazione ha messo in stand-by i server nel Regno Unito e nei Paesi Bassi per l’eccessivo traffico: ad appena 24h dal lancio, i sistemi sarebbero già andati in tilt.