La giunta rosso-verde che amministra la capitale ha stilato una serie di proposte per affrontare la questione del quartiere a luci rosse. Tra le opzioni sul tavolo, scrive il Parool, c’è la ricerca di una nuova area dove ricollocare le vetrine.

La sindaca Femke Halsema aveva già detto in precedenza che rendere più abitabile la parte più antica della città non deve essere “argomento tabù”. Il riferimento è alla possibilità di chiudere le vetrine.

Il prossimo anno, ha detto Femke Halsema, verrà pubblicato un documento con la sua visione per il futuro dell’area. Il red light è stato luogo di prostituzione per secoli, a causa della sua vicinanza al porto, ma l’impennata del turismo negli ultimi anni sta causando enormi problemi sia ai residenti che alle lavoratrici.

I tre partiti della coalizione – GroenLinks, D66 e Socialisti, ora suggeriscono di concedere licenze per la prostituzione fuori dal centro, così le donne che lavorano nei bordelli possono trasferirsi in una nuova area, senza i problemi causati dai turisti.

“Grazie al sistema dei permessi, possiamo rendere questo luogo alternativo il più sicuro e attraente possibile per le lavoratrici del sesso.” Ciò consentirebbe alle prostitute di lavorare nell’anonimato “lontano dai turisti che fotografano”, ha detto il consigliere D66 Alexander Hammelburg .

La speranza della coalizione è di ridurre la pressione turistica sul Wallen, il Red Light, anche se nessuno dei partiti è favorevole alla chiusura obbligatoria dei bordelli. 

L’ambizioso programma di bonifica del distretto 1012 della città è stato avviato 10 anni fa dall’allora assessore Lodewijk Asscher.