Chiuso il capitolo dello Slangenpand, si apre ora quello dello slang: il “serpente”, l’opera murale che per anni ha dato volto ed identità alla piú famosa occupazione di Amsterdam è ora al centro di una disputa legale tra l’artista che nel 1990 realizzó l’opera e De Key, la woning corporatie che ha acquistato l’edificio dove era ospitata l’ormai ex occupazione. Come scrive il quotidiano Het Parool, Patries Van Elsen, che trascorse alcuni anni nello Slangenpand ha intimato ai nuovi proprietari di non toccare la sua opera: le mura sono di De Key ma i diritti d’autore della testa del serpente sono miei, avrebbe detto la Van Elsen. De Key cancellerá per intero i lavori murali disegnati sulle facciate dello Slangenpand e del Tabakpand ma aveva ventilato l’ipotesi di consegnare il pannello dove è stato disegnato il “serpente” all’Amsterdam Museum.

 

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