Il Festival di filosofia ed economia G10 ha lanciato l’ipotesi di un “passaporto” per contrastare il turismo di massa nella capitale olandese e far comunque cassa.

Rispetto ai 19 milioni di turisti dello scorso anno (e un incasso compreso tra i 3 e i 10 miliardi di euro), un’iniziativa popolare sta raccogliendo firme per fissare un tetto di 12 milioni per i prossimi 5 anni (ossia i dati del 2014) al numero massimo di pernottamenti consentiti ma non è ancora chiaro come ridurre concretamente i flussi.

Come scrive Het Parool, il passaporto di Amsterdam sarà obbligatorio per i turisti che pernotteranno in città. Nella fase di avvio il costo sarebbe di 50 euro a persona, per poi raggiungere eventualmente i 100 euro.

Il passaporto conterrebbe cinque voucher da 10 euro. Questi buoni potrebbero essere consegnati a una serie di istituzioni culturali come musei, teatri, librerie e cinema. In questo modo il turista pagherebbe il suo soggiorno in città come fosse una tassa di soggiorno e allo stesso tempo contribuirebbe alla conservazione dei luoghi che producono cultura.

Il passaporto di Amsterdam potrebbe essere introdotto con un piano progressivo in tre fasi.

Dopo un primo momento non obbligatoria, in caso di aumento dei flussi turistici, il passaporto diventerebbe tassativo e sempre più caro: se si arrivasse a 20 milioni di turisti, il prezzo del passaporto potrebbe arrivare a 100 euro a persona con dieci buoni da 10 euro o cinque da 20 euro.

La gestione del progetto sarebbe affidata a un’agenzia governativa che dovrebbe poi trasferire i proventi alle singole istituzioni culturali che parteciperanno all’iniziativa.

Il 4 e 5 settembre, durante il festival il G10 che si svolge ogni anno alla Zuiderkerk, verrà presentato il progetto con assessori, le organizzazioni dei consumatori e altri soggetti coinvolti.