Giovedi 12 luglio, si è insediata la nuova sindaca di Amsterdam Femke Halsema. Ecco la traduzione del suo discorso.

 

“Grazie per il caloroso benvenuto che mi avete riservato e per la fiducia che mi state dimostrando. La fiducia è un dono e non è mai dovuta, bisogna sempre esserne grati. Sono riconoscente e so di dovermi dimostrarmi degna di questa stima, tutti i giorni per i prossimi sei anni.

Queste non sono le mie parole d’apertura, ma quelle di Eberhard van der Laan, che solo otto anni fa si era presentato qui, il 7 luglio 2010. Le ho scelte perché non potrebbero rappresentare meglio ciò che sento e perché voglio rendergli omaggio, sarebbe impossibile non parlare di Eberhard.”

Durante la commemorazione della sua morte lo scorso ottobre, Wende Snijders cantò un’ode ad Amsterdam. Era dedicata ad Eberhard. “Sei la mia città” diceva. Si riferiva alla Capitale, ma anche al sindaco stesso. Da quando è venuto a mancare, Van der Laan è diventato un sinonimo per Amsterdam stessa. Era un uomo un po’ ribelle e al contempo un modello per la gentilezza che voleva tutti ci dimostrassimo. Quando la tua autorità è capace di andare oltre ogni differenza o conflitto, quando sei così amato dai tuoi cittadini come persona, puoi davvero definirti un leader eccezionale. Ed Eberhard lo era. Signora Van der Laan, Femke, sono veramente felice lei sia qui oggi.

È un grande privilegio, ma per voi, Van Thijn, Cohen, è stato un peso significativo di cui farsi carico. È un onore succedervi.

E Signor Van Aartsen, Jozias. Più di sei mesi fa, è giunto in una città in lutto, è entrato in un municipio in lutto. Il suo desiderio di aiutare Amsterdam in un momento così difficile, nonostante avesse già superato l’età pensionabile – più o meno – significa molto e le dà enorme valore. Noi, cittadini di Amsterdam, abbiamo imparato a conoscerla come una persona amichevole, impegnata a far rispettare le leggi, capace di avere posizioni indipendenti in tempi di turbolenza politica. Lei è stato capace di uno sguardo calmo e fermo, e le siamo in debito per come ha operato.

Amsterdam è cresciuta velocemente: economicamente così come nelle opportunità di lavoro. Entro il 2025, la popolazione crescerà di 70.000 abitanti e in quell’anno ci aspettiamo 29 milioni di visitatori, inclusi turisti e visitatori occasionali. Il 34% in più rispetto a quest’anno.

Nei prossimi anni, la città subirà una grande espansione. Sorgeranno nuovi quartieri e saranno costruite nuove strade. Nei quartieri di Houthaven e Sluisbuurt, così come nel centro città, quelle aree ancora in costruzione, verranno rese abitabili per migliaia di amsterdammers.

Mentre la città cresce, cambia. Il nostro “villaggio internazionale”, come spesso descriviamo Amsterdam, sta gradualmente diventando una metropoli. Il cambiamento è parte della natura di Amsterdam. La nostra città è sempre stata all’avanguardia, ha sempre accolto nuove comunità e assorbito cambiamenti sociali così come le innovazioni culturali o tecnologiche: una volta la carta stampata, oggi l’informazione e i dati tecnologici.

Allo stesso tempo, la spinta dell’evoluzione costante potrebbe non essere indolore, mettere sotto pressione i nostri rapporti e influenzare l’essenza della nostra città. Con “essenza della nostra città” non intendo l’autostima, l’humor o i tantissimi eccessi…come quando si pedala sul marciapiede e, per puro caso ovviamente, si urtano i passanti.

Nemmeno intendo i lavori stradali perenni, gli ingorghi sulla tangenziale o sulla strada per la Johan Cruyff Arena, l’irritazione da parcheggio, le spinte mentre si sale sul traghetto per l’IJ, o le infinite discussioni su questioni come il passaggio ciclabile sotto il Rijksmuseum. Queste sono idiosincrasie che resisteranno ad ogni cambiamento.

L’essenza di Amsterdam è la promessa della libertà. La promessa che nella Capitale ognuno possa cercare la propria felicità e prendere in mano la propria vita.

È la stessa promessa che vi viene fatta nei vecchi bar sullo Zeedijk, l’avete sentita in occasione del Keti Koti, nei testi delle canzoni che parlano di schiavi che spezzano le catene. È il grido che si muove dalle barche del Pride, o nel titolo della prima pagina del Telegraaf dopo l’attaco alla sede: “Non ci metterete mai in silenzio”.

Fu questa promessa di libertà che attirò portoghesi ed ebrei nella nostra città, comunità in fuga da costrizioni religiose e dai vincoli dell’Inquisizione. È la stessa libertà rivendicata dai Provos in lotta con la società borghese e che ancora rende così affascinante la nostra città. Amsterdam è capace di attirare imprese così come richiedenti asilo, amanti della cultura e dalla movida, religiosi e atei, ortodossi e spiriti liberi.

Come vostro sindaco, credo fortemente nella difesa di questa libertà. Continuare a realizzare questa promessa di libertà è la mia prima e più grande responsabilità.

Oltre a questo, vedo tre grandi obiettivi davanti a me.

1. Sei mesi fa, il diciassettenne Mohammed Bouchikhi è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nel quartiere centrale di Wittenburg dove stava svolgendo un tirocinio professionale. I proiettili non erano indirizzati a lui. Suo padre dopo l’accaduto disse “Amsterdam è una città bellissima, ma dovrebbe essere anche sicura”. La microcriminalità ha subito un calo negli ultimi anni, questo è molto rassicurante. Allo stesso tempo, crimini gravi come questo e violenze legate allo spaccio di droga sono invece in aumento. Omicidi, criminalità organizzata, il commercio illegale di armi così come il reclutamento di giovani negli attacchi alla stampa, sono inaccettabili. Minano la pace e l’equilibrio della comunità, corrodendo la nostra libertà. Così come il mio predecessore, sarà prioritaria per me la lotta al crimine, così come l’aumento della sicurezza e il rafforzamento delle leggi.

2. Ci siamo quasi. Il 21 luglio, la linea metropolitana “Nord –Zuid” aprirà. Celebreremo l’inaugurazione con tutti coloro che hanno lavorato per tutto questo tempo per raggiungere questo risultato. Sarà un motivo di festa perché connetterà letteralmente il Nord con il Sud della città. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare il fatto che ci sia del malcontento attorno alla tratta. I residenti più anziani e quelli meno abbienti che vivono nella parte Nord vedranno scomparire alcune fermate dei bus e non vedono alcun guadagno in questa nuova linea metropolitana. Il malcontento è tangibili anche nella zona Nieuw-West, in parte di Bijlmer e nell’Est della città: aree in cui gli abitanti sentono di non godere molto della prosperità della città, di non essre aiutati nel perseguimento della propria felicità. In questi luoghi gli abitanti non si sentono ascoltati. Io considero l’apertura della tratta Nord-Sud non solo come la conclusione di un anno di lavoro, ma anche come un segnale d’inizio per  impegnarci in uno scambio più profondo con queste aree. È su questo dialogo che voglio investire e lo farò già a partire da domani mattina in cui mi incontrerò con gli amsterdammers che non sentono di essere abbastanza ascoltati.

3. Un paio di settimane fa, la drag queen Monique de la Fressange è stata insultata e picchiata mentre attendeva alla fermata del taxi su Prins Hendrikkade. Non si è trattato di un episodio isolato. Le persone della comunità LGBTIQ stanno subendo sempre più aggressioni. La comunità ebraica si preoccupa per l’anti-semitismo, la comunità musulmana è stata vittima d’odio anti-islamico. Gli amsterdammers di colore vengono regolarmente discriminati. Amsterdam non sarebbe più Amsterdam se a causa della vostra identità doveste sentirvi in gabbia, discriminati o attaccati solo perché “diversi”. Che voi siate un giovane transgender, un anziano ebreo con cappello e bretelle, una donna velata o un musulmano omosessuale, nei prossimi anni, troverete sempre in me una persona tra quelle che reclamano il diritto di essere diversi, di essere se stessi, e sempre contro coloro che vogliono impedirlo.

Ora la nostra città sta crescendo e cambiando, è importante per noi cambiare la narrazione. Arricchire la nostra storia. Usando le parole del teologo americano Walter Brueggemann: “i ricordi producono speranza allo stesso modo in cui l’amnesia produce disperazione”.

Nel 2025 Amsterdam festeggerà il suo 750° anniversario. Sarà un’enorme occasione di festa che verrà celebrata in tutta la città e verrà ricordata la sua storia epica, spesso magnifica, ma talvolta cupa. Con l’obiettivo di prepararci a questo evento, non vedo l’ora di riunire più cittadini possibili a vivere l’essenza della Capitale, la sua storia e il nostro futuro collettivo.

Come amministrazione della città, non siamo noi a fare la città. Insieme con gli assessori saremo gli alleati di tutti gli abitanti che stiano cercando libertà e felicità. Coloro che ogni giorno hanno sogni e desideri, qualche volta colpiti da delusioni, ma pur sempre tenaci nella creazione del proprio futuro, lasciando un segno sulla città.

È un incredibile privilegio poter essere al servizio delle Capitale e dei suoi abitanti come sindaco. Farò del mio meglio.”