A Spuistraat, nel monumentale edificio Bungehuis, non sorgerà alcun hotel di lusso: lo ha stabilito il tribunale di Amsterdam lo scorso 26 maggio, accogliendo il ricorso di un comitato di residenti. L’edificio, di proprietà dell’UvA fino al 2015 era stato al centro di un pesante scontro politico tra l’amministrazione dell’Università e gruppi di studenti e docenti che chiedevano al Rettore di non cedere lo storico stabile.

Alla fine, l’UvA -nonostante i moniti di alcuni settori del comune- ha deciso comunque di cedere la struttura, acquistata dalla catena di hotel di lusso Soho. Ma i residenti, stanchi del processo ininterrotto di “turistizzazione” del centro, hanno dissotterrato l’ascia di guerra, portando il comune in tribunale: secondo loro, la licenza concessa dall’amministrazione alla catena di “membership hotels” sarebbe illegittima.

La ragione sarebbe nel rilascio stesso della licenza: il comune di Amsterdam ha, infatti, approvato una moratoria sulla costruzione di nuovi hotel nel centro cittadino, con l’eccezione di strutture che abbiano un particolare concept. Per il giudice, che ha accolto il ricorso, non è questo il caso della catena Soho.

La via di Spuistraat -dove sorge l’edificio- ha subito, negli ultimi anni, una drastica metamorfosi: da luogo celebre per spazi occupati e gallerie indipendenti, è diventata invece una strada di “lusso” del centro, con hotel di catene quali W ed Huxton.

Secondo il Parool, l’Aedes, società immobiliare che ha acquistato la proprietà presso l’Università di Amsterdam nel 2015, vuole leggere la sentenza prima di commentare.