Non bastavano turisti, beer bikes e biciclette dei residenti a riempire a dismisura lo spazio pubblico della capitale, ora ci si mettono anche le società di biciclette in condivisione. Ricordate Mac Bike e Yellow Fiets? Non sono più sole: da mesi il fenomeno delle app di bike sharing ha invaso le strette vie della capitale aumentando, certamente, la facilità di spostamento di chi è di passaggio -grazie ad un sistema totalmente automatizzato e gestibile con il cellulare- ma con l’effetto collaterale, però, di aver fatto lievitare in breve tempo il parco ciclabile della città. E tutto a discapito dei residenti e dello spazio disponibile per parcheggiare la bici.

Secondo il portale AT5, sarebbe il vero e proprio “Far West”: società come Flickbike e Doneky Republic sono ormai una realtà in città come Anversa o Copenhagen ma il fenomeno, relativamente recente e ancora non regolato ad Amsterdam, ha già creato diversi disagi: alcune le società hanno scelto autonomamente di non occupare più di due spazi per rastrelliera pubblica ma le misure, evidentemente, non bastano. Sarebbero molti, infatti, i residenti a lamentare l’invasione delle “sharing bikes” che aggiunte alle bici tradizionali a noleggio e a quelle offerte da ostelli e strutture alberghiere rendono sempre più difficoltoso per gli Amsterdammers la ricerca di un posto sicuro e legale dove lasciare le due ruote che spesso finiscono parcheggiate laddove non sarebbe consentito.

Secondo l’inchiesta di AT5 in alcune aree del centro le bici in condivisione sarebbero talmente tante da aver occupato tutte le rastrelliere disponibili. Come spesso accade con la sharing economy, le regole esistono per i business tradizionali mentre sono (ancora) inesistenti per le app.